Riavviare l’iPhone migliora la sicurezza? Si, ma è inutile per la maggioranza degli utenti
I consigli per migliorare la sicurezza dell’iPhone elargiti dal primo ministro australiano Anthony Albanese sono diventati virali, come si dice in questi casi:
“Spegni il telefono ogni notte per cinque minuti […] fallo [anche] ogni 24 ore, fallo mentre ti lavi i denti o qualunque cosa tu stia facendo”.
Il consiglio è esatto, ma è sbagliato a chi è rivolto: l’utente comune.
Infatti, riavviare l’iPhone (non è necessario spegnerlo per cinque minuti) elimina alcuni malware che sfruttano determinate falle zero-day, come quelle chiuse con l’ultimo aggiornamento iOS 16.5.1, che sono state utilizzate per hackerare migliaia di utenti russi.
Tuttavia gli utenti russi in questione sono funzionari e politici del Governo della Russia, e gli hacker in questo caso sono i servizi segreti americani (NSA). Per altro sembra che il tutto risalga a poco prima o poco dopo l’invasione dell’Ucraina. Chiaramente la NSA non voleva svuotare i conti correnti delle persone attaccate, ma ottenere “informazioni sensibili”, quindi si è trattata di una operazione di spionaggio.
Come per il famigerato Pegasus di NCO, anche in questo caso è stato utilizzato uno spyware costato milioni di dollari che sfrutta delle vulnerabilità di iOS.
Come ha spiegato Apple in occasione di Pegasus, si tratta di attività di Stati che hanno obiettivi mirati: personaggi politici, organizzazioni governative e nel caso di Pegasus anche esponenti dei diritti civili.
Nessun pirata informatico “tradizionale” sarebbe in grado di sviluppare spyware come quelli realizzati da NCO e NSA, per poi attaccare utenti normali, se non altro perché sarebbe antieconomico.
Per questa speciale tipologia di utenti oggetto di attacchi da parte di Stati, Apple ha messo a disposizione la ““Lockdown Mode” o Modalità di isolamento introdotta con iOS 16.

