La Cina amplia il divieto ai funzionari di usare gli iPhone, forte flessione titolo AAPL

Dall’estremo oriente arriva la notizia che il Governo cinese sta ampliano il divieto ai funzionari di usare gli iPhone, ufficialmente per problemi di sicurezza, ma secondo alcuni è una rappresaglia nei confronti della politica anti-cinese degli Stati Uniti.
Tuttavia, secondo l’agenzia di stampa internazionale Reuters, è vero che il divieto è stato esteso anche alle imprese statali, ma secondo alcune testimonianze raccolte non sarebbe stata indicata una data di entrata in vigore del provvedimento, e molti funzionari continuano a usare l’iPhone.
Un’altra fonte di un organismo governativo ha spiegato a Reuters che al personale non era stato detto di smettere di usare gli iPhone, ma sono stati avvertiti che sarebbero stati ritenuti responsabili in caso di problemi.
A quanto pare il divieto funziona a macchia di leopardo, e non sarebbe neppure la prima volta che Pechino intraprende azioni per vietare l’iPhone. Infatti, ancora un’altra fonte sempre di un ente governativo ha rivelato che oltre due anni fa al personale senior era stato richiesto di scambiare iPhone con smartphone realizzati da produttori locali, come Huawei. E tre anni fa, il rappresentante del ministero degli Esteri cinese, Lijian Zhao, aveva detto che i cinesi non avrebbero avuto motivo di continuare a usare gli iPhone.
Le notizie di un divieto del Governo cinese sugli iPhone sono state sufficienti per far scendere le azioni di Apple del 3,67% al mercato borsistico tecnologico del Nasdaq di New York.
Il timore degli investitori è che la Cina rappresenta un mercato importante per Apple, con circa il 19% dei suoi guadagni provenienti dal Paese del dragone. Tuttavia, il divieto riguarda esclusivamente i funzionari governativi, che è una frazione minuscola di quel 19%.

