Apple conferma che si sta preparando ad aprire iOS a app store di terze parti

In un documento che menziona i rischi futuri per l’azienda, pubblicato sulla scia dei suoi ultimi risultati finanziari, Apple spiega che si prepara ad aprire il suo sistema ad app store alternativi e “prevede di apportare modifiche” all’App Store. Il cambiamento “epocale” è legato alla nuova legislazione dell’Unione europea in tema di mercati digitali (Digital Markets Act o DMA), che entrerà in vigore nel marzo 2024.
Nel documento viene illustrato con a seguito del DMA potrebbero cambiare il modo in cui viene consentito agli sviluppatori l’accesso alla sua piattaforma, e potrebbe anche cambiare “ il modo in cui gestisce la distribuzione delle applicazioni al di fuori dell’App Store”:
“L’azienda [Apple] prevede di apportare ulteriori modifiche aziendali in futuro, anche a causa di iniziative legislative che influiscono sull’App Store, come la legge sui mercati digitali dell’Unione europea (“Digital Markets Act EU”), con la quale l’azienda sarà tenuta a conformarsi entro marzo 2024.”
Cupertino prevede anche un cambiamento nel modo in cui consente agli sviluppatori di comunicare con i consumatori all’interno dell’App Store sui metodi di acquisto alternativi al suo sistema. Apple ha già iniziato allentato le precedenti stringenti regole autorizzando, ad esempio, la presenza di link esterni per abbonarsi a Netflix al di fuori dell’App Store.
Questi cambiamenti imminenti sono classificati come “rischi per l’azienda”, perché la nuova legislazione europea potrebbe avere un importante impatto sull’ecosistema Apple, infatti il DMA impone che un utente iOS possa selezionare un’app o uno store di terze parti di default anziché l’App Store. Molti concorrenti come Microsoft o Meta sono già al lavoro per proporre un proprio “app store”, ed evitare così di dover pagare una percentuale sugli acquisti ad Apple.
Secondo Mark Gurman, il sideloading, cioè la possibilità di installare app al di fuori dell’App Store, potrebbe essere limitato ai soli dispositivi iOS e iPadOS venduti nell’Unione Europea. Cupertino avrebbe in cantiere un blocco software, che potrebbe sbloccare da remoto a seconda delle legislazioni dei vari Paesi. Per superare i problemi di sicurezza, Apple sta lavorando a un sistema di verifica delle app.


3 commenti
Cosi favorirà di installare gli app e i giochi piratati come Android! UE hanno proprio sbagliato, perché non si inventano da soli con UEOS?
I soldi che perderanno con questa storia, sempre che i clienti useranno store alternativi, lo recupereranno, tamponando la perdita in altri modi. Prezzo dell’hardware e di altri servizi proprietari. A mio parere Apple One a 20 euro al mese da 16 è un indizio. Se gli abbonamenti non avranno un tracollo è una strada da battere. Il cliente Apple è predisposto mentalmente alla spesa. E seguiranno altri aumenti su altri servizi, singoli o raggruppati e li non c’è Unione Europea che tenga. Se pensano di uccidere Apple, questi burocrati ammantati di buonismo ma perfidi come serpenti resteranno delusi.
Concordo pienamente