ITC si oppone alla sospensione del divieto di importazione degli Apple Watch in America

La U.S. International Trade Commission (ITC) ha presentato un ricorso contro la sospensione del divieto di importazione degli Apple Watch in America, mentre è in corso il giudizio di appello promosso dagli avvocati di Cupertino. Il problema riguarda solo il mercato americano.
Era stata proprio la ITC a stabilire il divieto di importazione degli Apple Watch serie 9 e Ultra 2 perché entrambi gli smartwatch violano alcuni brevetti di Masimo, azienda specializzata in dispositivi medici, con la funzione Livelli O2 per la misurazione del livello di ossigeno nel sangue.
Il divieto di importazione era iniziato il 25 dicembre ma è stato sospeso il 27 dicembre grazie proprio al ricorso in appello di Apple che è riuscita ad ottenere una interruzione temporanea del divieto di vendita fino al 12 gennaio, ma i legali hanno già presentato una istanza per ottenere una sospensione per tutta la durata del processo di appello.
La strategia di Cupertino sarebbe quelle di prendere tempo fino a settembre quando saranno rilasciati i nuovi Apple Watch, con tutta probabilità con un diverso sistema di misurazione del livello di ossigeno nel sangue. In genere un ricorso in appello dura 12/18 mesi
Stando ad alcune indiscrezioni, Apple avrebbe anche preparato un aggiornamento software che dovrebbe essere in grado di aggirare il problema, ma il CEO di Masimo ha già fatto sapere che i brevetti della società riguardano l’hardware e non il software.


3 commenti
Mi chiedo, se i brevetti Masimo riguardano l’ hardware e non il sw chi li ha violati non dovrebbe essere chi produce il sensore/i ? Apple produce questi sensori?
Apple non produce il sensore in questione, e neppure Masimo, ma utilizzando un sensore e una tecnica basata sulla luce si arriva al rilevamento dei livelli di ossigeno nel sangue. Sarebbe la combinazione di queste ultime due cose a essere state brevettate da Masimo. Sicuramente una componente software c’è, del resto Apple sembra convinta di risolvere con un aggiornamento.
C’e sempre una cattiveria delle minacce da alcune aziende che sono sempre i sangisuga del denaro. Mi ricorda molto la situazione di Internet Explorer su Windows negli anni 90 e 2000. La storia si ripeterà sempre perché tutti volevano sotlanto i “soldi soldi soldi”