Spotify sulle nuove regole dell’App Store di Apple per la UE: “È una estorsione”
After sitting with our legal team to parse through the fine print of Apple’s DMA announcement (that took a while), which is, at best vague and misleading, I wanted to share my thoughts.
While Apple has behaved badly for years, what they did yesterday represents a new low, even…
— Daniel Ek (@eldsjal)
È una “estorsione”, questo il giudizio di Daniel Ek, CEO di Spotify, riguardo alle nuove regole per l’App Store varate da Apple per conformarsi alla legislazione antitrust Digital Markets Act (DMA), che enterà in vigore in tutti i Paesi membri il prossimo 7 marzo.
In particolare Ek critica il “Core Technology Fee” (CTF), una nuova commissione che Apple applica per l’accesso ai suoi strumenti di sviluppo e sistemi operativi. Presumibilmente, a Cupertino si sono resi conto di non poter chiedere agli sviluppatori al di fuori dell’App Store di continuare a pagare una commissione del 27% sulle transazioni (seppure ridotta rispetto a quella del 30%), perchè sarebbe potuta essere considerata illegale dall’antitrust UE.
Così, gli sviluppatori che decidono di sottoscrivere le nuove condizioni devono pagare 50 centesimi di Euro all’anno per (essenzialmente) ogni utente che installa l’app, più una percentuale del 17% sulle transazioni se decidono di utilizzare sistemi di pagamento differenti rispetto a quelli dell’App Store.
Tuttavia, come evidenzia Ek, anche rimuovendo Spotify dall’App Store, e distribuendo l’app da un negozio alternativo (che Apple chiama “marketplace”), comunque bisognerebbe pagare €0,50 a installazione o aggiornamento dell’app.
Secondo Ek, con la CTF gli sviluppatori di app popolari pagheranno “lo stesso o anche di più ad Apple”:
“E se riuscissimo a rimuovere la nostra applicazione dall’App Store e a esistere solo nell’App Store alternativo, non funzionerebbe comunque. Con una base di installazioni Apple nell’UE di circa 100 milioni di utenti, questa nuova tassa sui download e sugli aggiornamenti potrebbe far salire alle stelle i nostri costi di acquisizione dei clienti, potenzialmente decuplicandoli. Questo perché dobbiamo pagare per ogni installazione o aggiornamento della nostra applicazione gratuita o a pagamento, anche per coloro che non utilizzano più il servizio.”


2 commenti
Segnalo un refuso all’inizio “ È una “estensione”,…”
🤦🏼♂️ ooops… ho corretto grazie 🕸