AltStore PAL è il primo app store alternativo disponibile per gli utenti iPhone dell’Unione Europea

AltStore PAL è il primo app store alternativo disponibile per gli utenti iPhone dell’Unione Europea. Il debutto è a dir poco in tono minore, infatti il catalogo dell’alter ego dell’App Store di Apple ha al momento solo due (n.2) app: l’emulatore di gioco Delta e l’app Clip del gestore degli appunti.
Probabilmente lo sviluppatore Testut avrebbe fatto meglio a posticipare il lancio del suo app store perchè a quanto pare ci sono diversi “intoppi” che al momento impediscono agli sviluppatori terzi di inviare le proprie app.
La distribuzione di app tramite AltStore è gratuita, ma quelle che superano il milione di prime installazioni annuali dovranno pagare ad Apple una “tassa tecnologica” di 0,50 Euro ad installazione o aggiornamento (Testut addebita €1,50 all’anno per l’accesso AltStore PAL).
Inoltre, gli sviluppatori dovranno auto-promuovere le loro app e indirizzare gli utenti ai loro siti web per installare le app tramite AltStore.
AltStore PAL è integrato con Patreon, una piattaforma Internet che permette ai creatori di contenuti di finanziare i loro contenuti, e che quindi consentirà agli sviluppatori di monetizzare le loro app.
Gli utenti di iPhone nell’Unione Europea possono scaricare AltStore PAL dal sito web AltStore. I mercati di app alternativi non sono disponibili al di fuori dell’Unione Europea.


8 Comments
Certo… ci sono solo 2 app, e bisogna anche pagare €1,50 (all’anno) per poter accedere all’AltStore PAL.
Sarà un successone…
Per la precisione il “biglietto di ingresso” costa €1,83, il prezzo di €1,50 è senza IVA.
Che geni in Europa! Facciamo lo store alternativo, App Store gratis, ALT store 1.50 all’anno hahhahahahaha ciao ciao ALT
Solo perché per ora non ci sono applicazioni, non penso che 1.50 all’anno siano un problema per chi può permettersi un iPhone/iPad
Mah… quando si sparse la voce che WhatsApp prima di essere comprata da Facebook sarebbe diventato a pagamento, pochi euro una tantum, in tanti si misero alla ricerca di un’alternativa.figuriamoci in questo caso dove l’alternativa già c’è, è gratuita e ha un catalogo immenso.
Si, ma in Europa non siamo solo italiani. Il non voler pagare software è un concetto molto diffuso in Italia (non si offendano quelli che non vogliono pagare anche altro 🙂 ), in altri posti non è così
Marco… lasciamo stare i soliti lughi comuni e la retorica facile.
È un app store alternativo con 2 sole app = non vale la pena spendere €1,50.
non è un luogo comune, fai una ricerca onLine e vedi da solo se è vero o meno. Il fatto che contenga solo 2 app e non ha senso spendere 1.50 euro/anno l’ho scritto nel primo commento…