Recensione: iPhone 16 Pro e iPhone 16 Pro Max, il ritorno a una fotografia più naturale

Tutti (comprensibilmente?) si aspettano che Apple faccia costantemente impazzire il mondo con il lancio di prodotti rivoluzionari, che cambieranno le vite di ognuno di noi e il mondo come lo si conosce. Ma la verità è che queste rivoluzioni sono poche e lontane tra loro, fatta eccezione forse solo per il lancio dell’iPhone e dell’iPad avvenuto nel giro di soli tre anni l’uno dall’altro.
Il più delle volte, Cupertino gradualmente migliora i suoi dispositivi rivoluzionari nel tempo. La maggior parte delle persone non compra ogni singolo nuovo modello di ciascun dispositivo Apple, quindi quando ne acquistano uno beneficiano di due, tre, quattro, molti anni di miglioramenti in una sola volta.
Ad esempio, in famiglia c’è un iPhone 12 Pro e passare all’iPhone 16 Pro è un salto tecnologico enorme, quasi rivoluzionario: 27 ore di riproduzione video (contro le 17 del 12 Pro), zoom ottico 5x (2x), display ProMotion e always‑on ( – ) , design in titanio (acciaio inossidabile), tasto Azione (suoneria/silenzioso), Controllo fotocamera ( – ), fotocamera Fusion da 48MP ( – ), grandangolo, e ultra‑grandangolo da 48MP (12MP – 12MP), foto ad altissima risoluzione 24MP e 48MP ( – ), foto macro da 48MP (-), SOS emergenze via satellite e rilevamento incidenti ( – ) e isola dinamica ( – ), e l’elenco potrebbe continuare.
Quando è stato rivoluzionario l’iPhone? I primi anni sono stati inebrianti, come possono esserlo quelli di quasi tutte le categorie di prodotti, ma dopo la rivoluzione innescata con gli iPhone 6 e iPhone 6 Plus nel 2014, l’unica altra “rivoluzione” è stato l’iPhone X nel 2017. È un moto rivoluzionario lento. E l’incredibile iPhone X così all’avanguardia è però diventato antiquato al punto che dall’anno scorso può ricevere solo aggiornamenti di sicurezza (si è fermato a iOS 16).
Quasi ogni anno, un certo tipo di appassionati di tecnologia si aspetta niente di meno di un iPhone “rivoluzionario”. Ma queste persone non solo l’obiettivo di Apple, che continua ad aggiornare il suo smartphone in modo che tutti quelli che sono finalmente pronti per cambiare il proprio iPhone possano godere di diversi anni di miglioramenti di cui entusiasmarsi.
Gli iPhone 16 Pro e iPhone 16 Pro Max non sono rivoluzionari, guadagnano diverse nuove interessanti novità, ma probabilmente nessuna è in grado di spingere chi ha acquistato l’iPhone 15 Pro l’anno scorso a metterlo su eBay e comprare il nuovo modello. Il discorso cambia per tutti gli altri modelli dal momento che non sono compatibili con Apple Intelligence, che però arriverà solo nei prossimi mesi.
La frequenza con cui le persone cambiano il proprio iPhone è passata da ventiquattro a trentasei mesi, e così adesso Apple aggiorna il design del telefono ogni tre anni.
L’anno scorso doveva essere quello di un iPhone con un design tutto nuovo, ma così non è stato e anche gli iPhone 15 Pro sono difficilmente distinguibili dalle ultime quattro generazioni. Le differenze sono nei particolari, che però non tutti potrebbero cogliere, come i display leggermente più grandi, e il nuovo tasto Controllo fotocamera sul lato destro. Chi vuole differenziarsi un po’, potrebbe scegliere il colore di tendenza “sabbia”, nuovo almeno da quando Apple ha deciso di utilizzare il titanio perchè è una tonalità oro, “champagne”, già utilizzata su iPhone precedenti.

Una piccola parentesi sul colore “titanio sabbia”: le foto pubblicitarie di Apple mi avevano entusiasmato, sembra un bel colore oro, ma poi una volta acquistato ho constatato che la nuova tonalità in condizioni di buona luminosità si schiarisce, e quando l’ho mostrato ad amici e parenti, alcuni hanno commentato che avevo fatto bene a prenderlo bianco!
Secondo molti Apple Intelligence è funzionalità-killer in grado di generare un super ciclo di vendite come è accaduto con gli iPhone 6 nel 2014, perchè compatibile solo con iPhone 15 Pro e successivi, quindi anche chi ha acquistato l’iPhone 15 l’anno scorso potrebbe essere tentato di cambiare telefono. Ma, come oramai saprete, l’intelligenza artificiale di Cupertino sviluppata in collaborazione con OpenAI non è disponibile al lancio, cosa che forse rende l’iPhone 16 Pro il modello più “incompleto” mai rilasciato.
Apple Intelligence arriverà sul mercato americano a ottobre, entro la fine dell’anno sarà il turno degli altri utenti di lingua inglese, all’inizio dell’anno prossimo sarà il momento di cinesi, francesi, tedeschi e spagnoli e poi finalmente, “entro il 2025” sarà disponibile anche per noi italiani (qualcuno pensa che arriverà prima sui Mac).
Tuttavia, l’iPhone 16 Pro ha due novità “rilevanti” che con tutta probabilità sarà fonte di “ispirazione” per i produttori di smartphone del lato oscuro dell’informatica mobile: il pulsante Controllo fotocamera e nuovi stili.
Controllo fotocamera
Entrambi gli iPhone 16 Pro hanno un inedito pulsante chiamato “Controllo fotocamera” e un nuovo set di controlli per come le immagini vengono elaborate. Ho sempre usato il pulsante del volume per scattare foto e quindi ero particolarmente curioso di provare il nuovo.

Controllo fotocamera si può premere fino in fondo per scattare una foto oppure esercitando una leggera doppia pressione si attivano alcune impostazioni, come lo zoom o l’esposizione, che poi è possibile regolare strisciando leggermente sul pulsante.
Eventualmente è possibile personalizzare la sensibilità della pressione nelle impostazioni di accessibilità (impostazioni/Accessibilità/Controllo fotocamera), anche se la quella preimpostata è pressoché perfetta.

Di default, con una singola pressione si apre la fotocamera quando il telefono è sbloccato e con un’altra si scatta una foto. Se avete l’abitudine di scattare foto in modalità orizzontale, il pulsante sembra quello di una normale fotocamera, anche se è un po’ duro e le prime volte non essendo abituati potrebbe capitare di muovere leggermente l’iPhone al momento di premere fino in fondo il pulsante.
Come per gli altri pulsanti fisici e non dell’iPhone, anche con il nuovo pulsante può capitare di toccarlo involontariamente e aprire la fotocamera. Chi lo desidera può impostare che l’apertura avvenga con un doppio tocco.
È anche possibile abbinare il pulsante con app per fotocamere di terze parti e Halide è stata già aggiornata per supportare Controllo fotocamera.

È il caso di evidenziare che il pulsante Controllo fotocamera ha un doppio feedback, un click meccanico, e una vibrazione generata dal Taptic Engine, infatti premendolo quando l’iPhone è spento si sente il click meccanico, a differenza del vecchio pulsante Touch ID dell’iPhone 8 che era “finto” basandosi solo sulla simulazione del Taptic Engine. Ciò significa che è possibile utilizzare il pulsante anche indossando i guanti, proprio come con quelli del Volume e Azione.
Come si può intuire dal nome, Controllo fotocamera non serve solo per scattare una foto, ma anche per regolare varie impostazioni come l’esposizione e la lunghezza focale.

Però, per avere il pieno controllo su questa funzionalità occorre un po’ di pratica, infatti all’inizio è facile selezionare l’impostazione sbagliata scorrendo il dito troppo a lungo sul pulsante, e una volta attivate le varie opzioni rimangono aperte causando spesso modifiche involontarie sfiorando il pulsante. Il “problema” si risolve facilmente con un tap sul display che chiude Controllo fotocamera.
Probabilmente molti troveranno che regolare le impostazioni sullo schermo alla vecchia maniera sia più preciso rispetto a far scorrere il dito lungo il pulsante. In parte è vero, ma a me piace molto il nuovo pulsante perchè permette di accedere e regolare le impostazioni un po’ come accade con il pulsante accanto a quello di scatto sulla mia reflex.
Stili fotografici di nuova generazione
Da alcuni anni le foto degli iPhone vengono criticate dai fotografi esperti perchè considerate poco “realistiche” per via dell’uso aggressivo della fotografia computazionale e dall’anno scorso con il debutto degli iPhone 15 Pro queste lamentale sono arrivate da un po’ tutti i tipi di utenti.
Il problema è come le ombre e le zone luminose vengono elaborate. Photonic Engine HDR di Apple cattura fino a nove fotogrammi con ogni pressione, e tratta in modo intelligente elementi come il cielo e i volti in modi diversi, applica una grande quantità di nitidezza e riduzione del rumore con la conseguenza che le ombre vengono schiarite eccessivamente, mentre le zone luminose sono scurite per recuperare maggiori dettagli. Il risultato è una foto piatta perchè un po’ tutto è luminoso allo stesso modo, fondamentalmente manca il contrasto tra le zone chiare e quelle scure.

In alto una foto scattata con iPhone 16 Pro, in basso la stessa scena ripresa con iPhone 15 che ha un HDR meno aggressivo per via del sensore più piccolo che cattura meno luce.

L’iPhone 16 Pro è ancora più aggressivo nel trattare le ombre e le luci rispetto all’iPhone 15 Pro, ma c’è una buona notizia: gli “stili fotografici di nuova generazione” consentono di regolare il modo in cui la fotocamera elabora colori, toni della pelle e anche le ombre, perfino dopo aver scattato una fotografia azzerando di fatto il lavoro svolto dal Photonic Engine HDR.

Una volta selezionati gli stili, a sinistra di “standard” ci sono cinque impostazioni pensate per regolare i toni della pelle, mentre scorrendo a destra si possono scegliere nove impostazioni che ricordano molto i filtri Instagram. Si può scattare con un’anteprima dal vivo utilizzando uno qualsiasi degli stili, e poi modificare le impostazioni o persino cambiare gli stili completamente dopo lo scatto.
Tutti gli stili hanno poi tre controlli: “colore”, che corrisponde fondamentalmente alla saturazione; “tavolozza”, che è la gamma di colori che viene applicata, ma forse ben più importante c’è “tono”, che elabora i vari elementi di una foto, come il cielo e il volto del soggetto, in maniera differente e sostanzialmente consente di aggiungere ombre allo scatto restituendo all’immagine quella naturalezza perduta, le foto sembrano quasi scattate con una macchina fotografica tradizionale.

Nella foto a destra, impostando il controllo tono su 38 e colore su 64 ha reso lo scatto un po’ più incisivo.
Gli “stili fotografici di nuova generazione” non sono altro che filtri, che ovviamente non vengono presi minimamente in considerazione dai fotografi esperti e anche amatoriali, che piuttosto scattano in RAW e poi regolano le foto con Lightroom o Photoshop.
Da appassionato della fotografia non utilizzo i filtri neppure quando pubblico le foto su Instagram, quindi potete immaginare le mie perplessità quando Apple ha presentato con grande enfasi gli stili fotografici di nuova generazione durante l’evento It’s Glowtime di settembre. Tuttavia mi sono dovuto ricredere, la regolazione del tono rende gli scatti degli iPhone 16 Pro più incisivi, più realistici e permette di evitare di scattare in RAW e di effettuare le regolazioni con un software dedicato su Mac.
È anche possibile impostare il proprio stile preferito nelle impostazioni di Fotocamera/Stili fotografici. Il primo passo è scegliere quattro fotografie scattate con il nuovo iPhone. Conviene selezionare un primo piano, una foto di sera, e qualche scatto con il bianco predominante e le ombre. Quindi scorrendo uno dei cinque stili si può vedere in anteprima l’effetto per le foto scelte, infine si può personalizzare anche il tono-colore-tavolozza e salvare tutto come stile preferito.
Ma, c’è sempre un ma in ogni storia, gli stili di nuova generazione sono disponibili solo se si scatta in HEIF, un formato poco compatibile fuori dall’ecosistema Apple. Inoltre, le foto sono un po’ più pesanti, circa del 25%, per via dei dati che l’iPhone aggiunge alle foto per consentire di annullare gli stili. E se si utilizza il nuovo formato JPEG-XL sia in modalità lossy, sia lossless, sostanzialmente un formato RAW, non è possibile applicare gli stili.
Sfortunatamente, l’unico modo per regolare tono-colore-tavolozza dall’iPhone è utilizzare il D-pad a due assi (che controlla anche il colore) di mamma Apple, che però è tutto tranne che preciso. È anche vero che gli stili si possono regolare con maggiore accuratezza con Foto di macOS Sequoia, ma così si annulla la comodità di fare tutto dall’iPhone.

Ultra‑grandangolo e macro 48 MP
Un’altra novità interessante è l’obiettivo ultra‑grandangolo (13mm) per la prima volta da 48MP che si aggiunge a quello Fusion sempre da 48MP. Fino adesso, i più esigenti preferivano rinunciare a scattare utilizzando la prospettiva più ampia per non sacrificare la risoluzione per via del sensore da soli 12MP, che corrisponde al 25% della risoluzione dell’obiettivo da 24 mm (1x).
E dal momento che la modalità marco dell’iPhone utilizza l’ultra‑grandangolo, anche gli scatti Macro sono adesso da 48 megapixel, cosa che permette di avere foto macro con dettagli sbalorditivi e questo contribuisce a lasciare la mia reflex e la borsa con i vari obiettivi a casa.
Infine, Apple è molto orgogliosa del sensore della fotocamera, il più veloce di sempre con zero ritardo dell’otturatore. Effettivamente è davvero possibile fare click abbastanza velocemente sul pulsante della fotocamera mentre si scatta in modalità HEIF o JPG. In RAW, però – cronometro alla mano – si arriva quattro fotogrammi al secondo, notevole per un telefono, ma non regge il confronto con una moderna fotocamera mirrorless con un otturatore elettronico.
Registrazione audio spaziale
L’app Fotocamera guadagna una nuova modalità chiamata “Spaziale” che permette di registrare audio spaziale, funzionale per l’opzione “mix audio” che farà felici i registri professionisti e aspiranti tali che hanno incluso l’iPhone nel loro flusso di lavoro.
In pratica si può regolare il suono delle voci nei video, utilizzando tre opzioni: “In primo piano” abbassa i rumori di sottofondo esaltando le voci delle persone in primo piano. Chi desidera una qualità “podcast” può scegliere l’opzione “studio”, che come suggerisce il nome ricrea l’effetto della stanza insonorizzata di uno studio professionale, e la voce della persona che parla sembra registrata da un microfono vicino alla bocca. Infine c’è la modalità “cinema” che registra tutte le voci intorno e le compatta puntandole verso chi guarda lo schermo, proprio come con il sonoro dei film.
Tutto questo a patto di indossare un paio di AirPods, inoltre Apple ha stranamente scelto di far riprodurre questi video su Apple TV in surround 5.1 o 7.1 invece di Atmos, e se si riproduce con AirPlay un video registrato con audio spaziale, verrà riprodotto solo in stereo.
Display
I display ora scendono a 1 nit di luminosità, così quando siete a letto e consultate l’iPhone eviterete di svegliare la persona che vi dorme accanto. Le dimensioni dei display sono leggermente più grandi ora: il Pro è da 6,3 pollici (invece di 6,1”), mentre il Pro Max è da 6,9 pollici (6,7), che è il più grande di sempre su un iPhone.
Il Pro non sembra molto più grande, dal momento che le cornici sono più piccole e lo spessore è rimasto immutato. Ma il 16 Pro Max, anche se non sono il più adatto per giudicarlo visto che provengo da un iPhone mini, sembra decisamente più grande del 15 Pro Max e lo trovo difficile da gestire sebbene abbia le mani grandi da buon portiere di calcio. Però sarà la felicità delle ultime generazioni e di tutte quelle persone che hanno saltato la fase della computerizzazione e lo smartphone quindi lo usano come unico dispositivo per tutto.

Chip A18 Pro
Per alcuni anni c’è stato un testa a testa tra i processori dell’iPhone e quelli degli smartphone Android in quanto a prestazioni. Poi, Apple ha schiacciato sull’acceleratore e da tempo i chip del lato oscuro mobile dell’informatica non si vedono neppure più nello specchietto retrovisore. L’ultimo esempio di questa situazione è il neonato Pixel 9 Pro che ha prestazioni simili a quelle dell’iPhone del 2020!
La potenza dei chip Apple è tale che nelle operazioni di tutti i giorni è praticamente impossibile accorgersi della differenza tra il nuovo iPhone e il precedente (e forse anche con quello di due generazioni fa) e in tanti si sono chiesti a che cosa potesse servire tutta questa capacità di calcolo a parte aumentare la longevità del dispositivo. Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale un processore molto potente dovrebbe fare la differenza, ma questo lo sapremo nei prossimi mesi.

Batteria
Apple non solo è riuscita a realizzare un chip che ha surclassato la concorrenza in termini di prestazioni, tutti hanno dimostrato una incredibile l’efficienza energetica, che insieme all’ottima integrazione con il sistema operativo hanno permesso importanti miglioramenti dell’autonomia.
In Rete potete trovare vari test di confronto della durata della batteria che secondo me lasciano un po’ il tempo che trovano perchè le variabili sono tante, segnale cellulare, utilizzo di determinate app rispetto ad altre e così via.
Con l’iPhone 15 Pro ai arriva a sera con un 30% di carica, con l’iPhone 15 pro Max è facile arrivare anche a metà giornata del secondo giorno. Tuttavia il dato più importante è dopo quanto si degrada la batteria prima di doverla sostituire, e bisognerà attendere almeno un anno per avere la risposta.
Con l’iPhone 15 Pro in tanti si sono lamentati che la capacità della batteria dopo appena dodici mesi sia scesa introno al 90%, mentre dopo quattro anni la capacità della batteria dell’iPhone 12 Pro in famiglia segna 84%.
Un amico con iPhone 15 Pro acquistato il giorno del lancio si è lamentato che se fino a poco tempo fa arriva a sera senza dover arrivare il risparmio energetico, adesso invece è prassi attivarlo. Praticamente quello che è accaduto quest’estate con l’iPhone 12 Pro “familiare”.
È chiaro che questi esempi non rappresentano un campione statistico attendibile, ma sarà interessante vedere il livello di degrado della batteria dell’iPhone 16 Pro tra un’anno.
Apple ha anche aggiornato il sistema di ricarica MagSafe, che ora può caricare fino a 25 watt utilizzando il nuovo MagSafe compatibile con Qi2 e un caricabatterie da 30W.

Considerazioni finali
Se avete un iPhone 13, iPhone 12 o ancora più vecchio, ignorate pure tutti i meme e le recensioni che criticano i nuovi iPhone perchè uguali ai procedenti modelli perchè nel vostro caso avrete un iPhone completamente diverso, a partire dal design, ma soprattutto con una autonomia di 5 e 10 ore in più rispettivamente se prendete il 16 Pro, che diventano 7 e 13 ore in più con il 16 Pro Max.
Il discorso è un po’ più articolato per chi ha comprato un iPhone 14 Pro che è un telefono di appena due anni fa. Ma, non è compatibile con Apple Intelligence, che però se tutto va bene per noi italiani arriverà l’anno prossimo. Quindi varrebbe la pena attendere, magari Apple Intelligence sarà disponibile in italiano a ridosso del lancio dell’iPhone 17 Pro. Tutto questo per chi non desidera perdersi la rivoluzione dell’intelligenza artificiale generativa.
Considerato che l’iPhone 15 Pro Max è compatibile con Apple Intelligence, le differenze con l’iPhone 16 Pro Max sono minime (pulsante Controllo fotocamera, ultra-grandangolare da 48MP e nuova generazioni di stili). Stesso discorso per l’iPhone 15 Pro che in più guadagnerebbe lo zoom 5x che l’anno scorso era una esclusiva del 15 Pro Max.

iPhone 16 Pro Max
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro: Controllo fotocamera; il controllo del tono permette di azzerare l’elaborazione HDR; autonomia batteria migliorata
Contro: Controllo fotocamera richiede un po’ di tempo prima di risucire a padroneggiarlo; comincia a essere un po’ troppo grande; difficie trovare un motivo valido per sostituire il proprio iPhone 15 Pro Max.
Prezzo: a partire da €1.499 su Amazon anche in 5 rate senza interessi.
Produttore: Apple.
iPhone 16 Pro
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro: Controllo fotocamera; il controllo del tono permette di azzerare l’elaborazione HDR; autonomia batteria migliorata; zoom ottico 5x; autonomia batteria.
Contro: Controllo fotocamera richiede un po’ di tempo prima di risucire a padroneggiarlo.
Prezzo: a partire da €1.239 su Amazon anche in 5 rate senza interessi.
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


10 commenti
Secondo me le nuove funzioni della fotocamera sono veramente destinate a una nicchia di utenti avanzati-semi pro, tutti gli altri le ignorearanno e continueranno a scattare tenedo il telefono all’altezza degli occhi e in verticale.
Da venerdì ho un 16 Pro. La fotocamera ultra grandangolare è fantastica!
Il controllo fotocamera è posizionato bene secondo me, ma ci vuole un po’ per abituarsi come sottolineato nella recensione dell’uomoragno.
Recensione eccellente e onesta.
La regolazione “tono” sugli iPhone 16 Pro in cosa differisce da quello negli stili fotografici degli iPhone precedenti come il mio 15 Pro? Ho regolato il mio a circa -25 e sembra come per gli esempi dell’articolo, con ombre più profonde e più contrasto. È un processo nuovo/diverso questa volta?
Il nuovo processo è una mappatura dei toni locali, che tratta i vari elementi della foto in maniera differente, ad esempio il cielo in un modo, e il volto della persona in un altro, e può essere regolato dopo lo scatto; mentre con il vecchio sistema era permanente e globale in tutta l’immagine.
Ho un iPhone 13 Pro e avevo intenzione di aggiornare quest’anno. Ma dall’annuncio dell’ iPhone 16, non so dedidere se vale la pena acquisatre un 16 Pro o semplicemente aspettare fino al prossimo anno. Qualcuno si trova in una situazione simile? Accetto consigli.
Se ti serve un nuovo iPhone compralo e goditelo, perchè l’anno prossimo ne uscirà uno migliore, e l’anno dopo un’altro ancora superiore e così via e così facendo non comprerai mai nulla.
Grazie per questa bella e, come già detto da altri, molto onesta recensione.
Be Stefano fare il confronto con il chip Tensor di Pixel 9 non mi pare una buona scelta, visto che non è il più potente del lotto Android, il test vero è con lo Snap 8 Gen3 e non sembra che ci sia troppo distacco considerato che è già uscito da un anno e il Gen4 è in uscita.
Il Qualcomm Snapdragon 8 Gen 3 nei test singolo-core di GeekBench ha le stesse prestazioni dell’iPhone 12 Pro (2020) mentre nel test multi-core è equipollente all’iPhone 14 Pro (2022).