Apple non firma il “patto sull’intelligenza artificiale” della UE. Amazon, Google, Samsung e Microsoft invece si

Apple non è tra i firmatari dell’Ai Pact dell’Unione Europea che ha lo scopo di incoraggiare e sostenere le organizzazioni a pianificare in anticipo l’attuazione delle misure dell’AI Act, il pacchetto di leggi che disciplina lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei Paesi membri della UE.
L’AI Act è entrato in vigore il 1° agosto 2024, ma alcune disposizioni saranno applicabili solo alla fine di un periodo transitorio. L’AI Pact ha l’obiettivo di anticipare la legge sull’AI e di iniziare ad attuare i suoi requisiti prima della fase transitoria.
L’AI Pact si fonda su “due pilastri”:
Pilastro I
Raccolta e scambio con Rete del Patto sull’AI
- Organizzazione di workshop che riuniscano le organizzazioni che hanno espresso interesse per il Patto
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Creazione e gestione di uno spazio online dedicato allo scambio di buone pratiche
Pilastro II
Facilitazione e comunicazione degli impegni delle imprese
- Creazione di modelli e schemi di monitoraggio
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Organizzazione di incontri con le aziende interessate
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Strategia di comunicazione per pubblicizzare gli impegni
Stando ai “due pilastri”, è abbastanza chiaro il motivo per cui Cupertino non ha firmato l’Ai Pact: dovrebbe svelare come sta implementando l’intelligenza artificiale negli iPhone e gli altri suoi dispositivi e tra i firmatari ci sono Amazon, Google, Samsung e Microsoft con i quali dovrebbe collaborare (Meta non ha firmato come Apple).
Secondo alcuni, il non aver firmato l’Ai Pact potrebbe rallentare il lancio di Apple Intelligence in Europa, tuttavia non tutte le funzionalità basate sull’intelligenza artificiale mostrate nel corso della WWDC del giugno scorso sono pronte, non lo saranno neppure per il mercato americano quando a ottobre sarà rilasciato iOS 18.1 con Apple Intelligence integrato per la prima volta. In estrema sintesi, a Cupertino non hanno fretta.

