Gli strumenti di testo di Apple Intelligence in macOS Sequoia: il test di SPIDER-MAC

Apple Intelligence è disponibile con la beta di iOS 18.1, iPadOS 18.1 e macOS 15.1 Sequoia. Tuttavia questa importante novità è riservata ai soli utenti americani, anche se è abbastanza facile aggirare questa restrizione (in Impostazioni di Sistema/Lingua e Regione bisogna selezionare la lingua inglese per il sistema operativo e Siri), se avete una buona padronanza dell’inglese.

Una volta effettuate queste modifiche, è possibile richiedere l’accesso ad Apple Intelligence andando su Impostazioni di Sistema, selezionare il nuovo menu Apple Intelligence & Siri, quindi premere il pulsante “Iscriviti alla lista d’attesa”, e attendere di ricevere una notifica push per l’accesso alla beta di Apple Intelligence.

L’attesa non è stata lunga, dopo qualche minuto è arrivato la notifica che potevo attivare Apple Intelligenze sul mio iMac Apple Silicon.

Gli strumenti di testo è una delle funzioni disponibili di Apple Intelligence, e forse anche la più utile. È accessibile da qualsiasi casella di testo, in tutte le app di sistema come TextEdit, Note, Mail, Safari ma anche in app di terze parti. Per accedervi è sufficiente fare click con il tasto destro e dal menu contestuale che appare selezionare “Writing Tools”, che mostra a sua volta un menu con le varie opzioni, e selezionando “Show Writing Tools” appare una paletta laterale.

L’elenco degli strumenti di testo può essere visualizzato anche posizionando il cursore sul lato sinistro della finestra, dopo aver selezionato il testo. Dopo qualche istante appare un’icona specifica che a sua volta fa mostra la paletta.

Apple Intelligence può riscrivere o correggere la selezione e riassumerla in diverse forme. Gli strumenti di riscrittura funzionano tutti localmente, cosa che ho potuto verificare disattivando la connessione Internet del mio iMac.

Il processo di riscrittura è evidenziato con una bella animazione che ripropone i colori dell’icona di Apple Intelligence.
Il sistema può suggerire miglioramenti o riscrivere completamente il testo con il comando “rewrite” (Riscrivi). Più interessante senza dubbio è la possibilità di chiedere un risultato più professionale (professional) o, al contrario, più “friendly”, o anche una versione più concisa della selezione.

Alla fine, un pannello permette di convalidare le modifiche, tornare al testo originale o anche annotare il lavoro di Apple Intelligence (senza commenti).
Il testo usato per la prova, il Discorso dell’infamia pronunciato da dal Presidente Franklin D. Roosevelt all’indomani dell’attacco giapponese a Pearl Harbor il 7 dicembre 1941, non era molto lungo e Apple Intelligence è stato veloce sul mio iMac M1 con di 8GB di RAM.
Quando Apple Intelligence è al lavoro, un processo chiamato “InferenceProviderService” si attiva in Monitoraggio attività, e richiede una quantità ragionevole di RAM, meno di un 1GB nei miei test, quindi dovrebbe funzionare senza troppi problemi su tutti i computer dotati di chip Apple Silicon.

La funzione riassunti richiede una connessione Internet poiché la selezione viene trasmessa ai server privati del “Private Cloud Compute” predisposto da Apple. Non c’è alcun avviso ma l’intero processo è fluido al punto che è impossibile accorgersi che la richiesta non è elaborata localmente, ma tramite server, il tutto è molto veloce, molto più rapido rispetto alla riscrittura.

Apple Intelligence è in grado di riassumere un testo in diversi modi: con un riassunto tradizionale, con un elenco di frasi, una tabella o anche i punti chiave. Il risultato sul discorso di Roosevelt è risultato davvero breve, il riassunto per punti chiave è utile, anche se sono stati solo due “punti”.



1 commenti
Conosciamo il tuo segreto, non puoi nascondere cosa veramente ti ha colpito. Nell’immagine Apple- Intelligence-beta.jpeg, prima dell’inizio di una nuova era c’è quella che sembra l’icona di Siri; è il tuo nuovo avatar, è la massima semplificazione della maschera di spider-man che guarda avanti, cioé nel verso di scrittura. È subliminale ma il tuo sesto senso di ragno l’ha colta 🙂
Buone vacanze!