Recensione: iMac M4, il migliore di sempre, ma addio display 27″

Il nuovo iMac M4 arriva a un anno di distanza dal precedente modello e già questa è una notizia perchè Apple aveva deciso di non aggiornarlo con il chip A2, dando il via ad una serie di speculazioni che il glorioso all’in-one potesse fare la fine del Mac mini pre-Apple Silicon, che veniva aggiornato raramente. E invece l’iMac ora integra il nuovo chip M4, che utilizza la tecnologia all’avanguardia di Cupertino per Apple Intelligence.
In termini di design, l’iMac M4 rimane invariato rispetto all’iMac M3 che a sua volta era identico all’iMac M1, ma fanno il loro debutto sei colori “più vivaci”, oltre al solito compassato e elegante argento. È un computer ultrasottile (11,5 mm), include un connettore magnetico per l’alimentazione, un alimentatore esterno con integrata una porta Ethernet (tranne per il modello base). Lo schermo da 24 pollici ha sempre una risoluzione 4,5K, con luminosità di 500 nit, ma non supporta contenuti ad alta gamma dinamica come i MacBook Pro. Viene fornito con accessori coordinati e – novità – ricaricabili tramite cavi USB-C e non più Lightning. Poco prima del lancio dei nuovi iMac, i soliti ben informati avevano anticipato l’arrivo di “nuovo Magic Mouse” e in tanti avevano sperato a un riposizionamento della porta di ricarica in modo da poter usare il mouse anche con il filo, ma così non è stato.

Viviamo in un’epoca dominata dai portatili per la loro praticità, e Apple, ha riprogettato l’iMac, l’ultima creazione di Jony Ive come consulente esterno, rendendolo facile da spostare o riposizionare sulla scrivania grazie al peso di 4,4KG.
Lo schermo, pur non essendo grande, è adeguato per molte attività quotidiane e i vari colori tra cui scegliere permettono agli utenti più dandy di coordinarlo all’arredamento. Sebbene i desktop all-in-one non siano per tutti, per chi li apprezza, questo design è molto piacevole.
Tuttavia, il design invariato mantiene anche alcuni limiti. A differenza dello Studio Display, che offre un supporto regolabile in altezza, il supporto dell’iMac continua a rimanere fisso e piuttosto basso.
Sebbene un supporto regolabile integrato avrebbe fatto fare all’iMac un notevole salto di qualità, Apple non l’ha implementato, e quindi l’unica soluzione per un’altezza più ergonomica rimane sempre quella di aggiungere qualche libro sotto la base.

Fotocamera FaceTime 12 megapixel
Se il problema (per alcuni) dell’altezza del display non è stato risolto, Apple ha finalmente posto rimedio alla fotocamera integrata FaceTime, aggiornandola con un grandangolare da 12 MP e con supporto per la tecnologia Center Stage.
La precedente aveva un problema quasi imbarazzante, ma solo in condizioni di scarsa luminosità, la qualità era peggiore rispetto perfino a quella di una webcam standard economica, l’immagine appariva sfocata e con uno scarso contrasto.
Invece, la nuova FaceTime con sensore da 12 MP restituisce una qualità dell’immagine più nitida, con più contrasto e una tonalità della pelle più naturale.

A sinistra la fotocamera FaceTime dell’iMac M3, a destra quella dell’iMac M4 con Center Stage attivato
Per quanto riguarda Center Stage, apparso per la prima volta su iPad, regola automaticamente l’inquadratura centrando il soggetto anche quando si sposta o si allontana dalla scrivania, e se qualcuno entra nell’inquadratura, questa si adatta automaticamente per mettere tutti al centro.
Oltre a Center Stage, la nuova fotocamera integrata guadagna la funzione “Panoramica scrivania” che come suggerisce il nome inquadra ciò che si ha sulla scrivania. È una funzione utile perchè permette di mostrare un documento al proprio interlocutore, ad esempio, senza doverlo sollevare e “puntarlo” in direzione della fotocamera.

T
uttavia è una opzione che richiede molto spazio. Sulla scrivania (60 cm di profondità) della casa di Roma finisco per inquadrare la porzione che va dall’iMac al bordo e poi anche la sedia, mentre nello studio di Napoli, dove ho una scrivania più grande posizionando l’iMac sul bordo funziona un po’ meglio.
Display
La dimensione del display dell’iMac, a 24 pollici, potrebbe essere considerata una limitazione, soprattutto per chi era abituato ai vecchi modelli da 27”. Da evidenziare che Apple ha eliminato la “modalità display target” che consentiva agli iMac di funzionare come monitor esterni per altri dispositivi. Dal momento che i display tendono a durare più a lungo dei computer, la possibilità di usare l’iMac come schermo per altri computer aumenterebbe il suo valore nel tempo, riducendo anche lo spreco. Considerando il crescente impegno ambientale di Apple, sarebbe stato il momento giusto per reintrodurre questa funzione.
Tuttavia, con la disponibilità dell’Apple Studio Display da 27″, che può essere abbinato a Mac mini, Mac Studio o MacBook, la necessità di un iMac più grande è meno urgente. Appare evidente che Apple non abbia intenzione di reintrodurre un iMac da 27 pollici, e se mai cambiasse idea molti utenti “pro” sarebbero contenti, ma per chi è passato allo Studio Display con Mac mini o Mac Studio, il ritorno a un iMac sembra improbabile.
Cos’è il vetro con nanotexture?
Il MacBook Pro, l’iPad Pro e lo Studio Display offrono un’opzione di vetro con nanotexture, una tecnologia introdotta inizialmente sul costoso Pro Display XDR e poi estesa ad altri dispositivi (a partire dall’iMac 27 pollici ora dismesso), che mira a ridurre il riflesso. In fase d’ordine dell’iMac M4 è possibile scegliere l’opzione nano texture (+ €170), ma vale la pena pagare di più per questa opzione?
In ambienti ben illuminati, i riflessi possono trasformare i grandi schermi lucidi in specchi. Le finiture opache possono attenuare il riflesso, ma tendono a compromettere la qualità dell’immagine, rendendola meno nitida e con colori più spenti. Il vetro con nanotexture di Apple riduce drasticamente il riflesso senza sacrificare la vividezza dei colori, grazie a un processo di progettazione meticoloso, sebbene costoso.
Il riflesso deriva dalla luce proveniente da lampade, finestre e altre fonti che si riflette sulle superfici lisce degli schermi. Le finiture opache riducono il riflesso diffondendo la luce, ma spesso questo compromette anche la luce emessa dallo schermo, riducendone la nitidezza. Apple ha risolto questo problema non con un rivestimento, ma alterando fisicamente la superficie del vetro con incisioni microscopiche (nano). Queste incisioni diffondono la luce da varie angolazioni, riducendo i riflessi senza intaccare la qualità dell’immagine.
Apple raccomanda di pulire questo vetro solo con un panno specifico, fornito con ogni display dotato di nanotexture. Non è chiaro cosa renda questo panno particolare, ma data l’importanza del mantenimento di una tecnologia così avanzata, è consigliabile seguire le indicazioni di Apple.
Il vetro con nanotexture è resistente quanto il vetro standard, poiché non presenta un rivestimento che potrebbe usurarsi con il tempo.
Vale la pena acquistare il vetro con nanotexture?
Questa opzione è utile solo in determinate circostanze, ad esempio se l’iMac è posizionato con il display che “guarda” una finestra da cui entrano i raggi del Sole oppure negli studi professionali dove è frequente che vi sia una illuminazione capillare “a corda” con faretti. Considerato che potreste notare una leggera perdita di contrasto in certi angoli, se l’iMac non si trova nelle condizioni ambientali descritte, è meglio non scegelire l’opzione nanotexture.
Configurazioni
L’iMac da 24 pollici è disponibile in due modelli, come per la versioni precedenti: uno base da € 1.529 e uno da € 1.779. Il modello base include una versione ridotta del chip M4, con otto core CPU e otto core GPU invece di dieci, ma a differenza delle serie precedente non è limitato a quattro colori ed è possibile scegliere tra tutte le tonalità disponibili. La configurazione di base include una Magic Keyboard senza Touch ID e un caricabatterie senza Ethernet, aggiornabili al momento dell’acquisto (+€80 e +€30 rispettivamente). Da evidenziare che in fase d’ordine non è più possibile acquistare insieme Magic Mouse e Magic Trackpad, e Apple vende singolarmente le due periferiche solo in argento.
Tutte le configurazioni base di iMac sono adesso dotate di 16 GB di RAM per supportare adeguatamente Apple Intelligence. Personalmente ho sempre pensato che 8 GB di RAM siano accettabili per un computer destinato all’utenza consumer o per il piccolo ufficio, quindi 16 GB accontenteranno i più esigenti. Se siete tra quelli che pensano che la RAM non è mai abbastanza e utilizzate applicazioni impegnative come Xcode, Photoshop, Final Cut Pro e così via, allora conviene spendere €230 per l’upgrade a 24GB di RAM. Potete aggiungere più spazio di archiviazione in seguito con un disco Thunderbolt esterno, ma il quantitativo di RAM non è aggiornabile.
Processore M4
Il processore M4 ha debuttato un po’ a sorpresa e in anteprima con l’ultima generazione di iPad Pro ad aprile, e i test hanno rivelato un miglioramento delle prestazioni importante, sebbene l’M3 avesse debuttato appena sei mesi prima. I Mac M4 arrivano a dodici mesi di distanza del debutto dell’M3 sui Mac, contro i circa 18 mesi intercorsi tra una generazione e l’altra per i chip M1, M2 e M3.
A differenza degli iPad Pro, l’iMac è dotato un sistema di raffreddamento attivo (ventola) il che ha permesso di eseguire test mantenendo il chip a piena velocità per periodi prolungati facendo registrare un miglioramento rilevante rispetto all’M3 e una efficienza notevole in termini di consumo energetico.
Le prestazioni single-core dell’M4 sono dal 14% al 21% superiori rispetto all’M3, mentre i test multi-core mostrano miglioramenti del 20% – 30%, un incremento leggermente superiore grazie ai due core di efficienza aggiuntivi dell’M4 rispetto all’M3 (è la prima volta che Apple aggiunge core CPU ai chip della serie M base).
Confrontando i dati con quelli dell’M1, l’M4 risulta dal 40% al 60% più veloce nei test single-core e circa il 70% più veloce nei test multi-core, un miglioramento significativo in soli quattro anni. Inoltre, i due chip consumano una quantità simile di energia a pieno carico (in alcuni test, come quello di codifica video, l’M4 utilizza leggermente meno energia dell’M1), rendendo l’M4 molto più efficiente dal punto di vista energetico.
I test sono stati effettuati con Geekbench 6 che valuta le prestazioni di una CPU in vari ambiti:
Overall:
- Single-core: misura la capacità di un singolo core di gestire le operazioni generali, fornendo un’indicazione della reattività per i task quotidiani.
- Multi-core: valuta l’efficienza dell’intero processore nell’eseguire compiti che sfruttano tutti i core, utile per applicazioni intensive come il video editing.
Integer:
- Single-core: testa la gestione dei calcoli numerici di base, spesso usati in applicazioni come l’elaborazione di testi e le attività di sistema.
- Multi-core: misura l’efficacia nell’eseguire calcoli complessi distribuiti su più core, importante per applicazioni che richiedono alte prestazioni in elaborazione numerica.
Floating Point:
- Single-core: valuta l’accuratezza e la velocità nel calcolo di numeri a virgola mobile, cruciale per operazioni scientifiche e grafiche.
- Multi-core: misura l’efficienza del processore nei calcoli in virgola mobile su più core, importante per simulazioni, rendering e calcoli scientifici.
Questi test offrono una panoramica completa delle capacità di un processore in diversi ambiti d’uso.

Considerazioni finali
Sono passati quattro anni dal debutto del primo iMac Apple Silicon ed è oramai chiaro che Apple ha deciso di restituirgli il suo ruolo iniziale: è un all-in-one destinato all’utenza consumer, home-piccolo ufficio e a un certo tipo di utenti amatoriali e professionisti che non hanno bisogno di almeno un 27”.
L’iMac M4 è talmente valido che è un peccato sia arrivato in un’epoca storica dove i portatili siano i computer più venduti. I desktop possono essere eccezionali, ma sono ormai dispositivi di nicchia.
Tuttavia, a volte è utile avere un Mac con uno schermo grande in una postazione di lavoro fissa, soprattutto se non si hanno particolari esigenze in mobilità e invece di un MacBook è sufficiente un iPad.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro: prestazioni elevate; efficienza energetica superlativa; 16GB di RAM base; fotocamera FaceTime migliorata con Central Stage e Panoramica scrivania; 4 porte Thunderbolt (eccetto modello base); il prezzo del modello base è diminuito di €100.
Contro: SSD da 256GB.
Prezzi: disponibili su Amazon anche in 5 rate senza interessi e senza dover aprire una pratica di finanziamento
- € 1.529 (costava € 1.629): CPU 8‑core, GPU 8‑core, archiviazione da 256GB, 16GB di memoria unificata
- € 1.779 (€ 1.735) CPU 10‑core, GPU 10‑core, archiviazione da 256GB, 16GB di memoria unificata
- € 2.009 (€ 2.089) CPU 10‑core, GPU 10‑core, archiviazione da 512GB, 16GB di memoria unificata
- € 2.239 CPU 10‑core GPU, 10‑core 24GB di memoria unificata archiviazione da 512GB.
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


14 commenti
ciao Stefano,
è arrivato anche a me, avrei voluto scriverti a parte per chiederti qualche consiglio su cosa adottare per sfruttare gli igressi di periferiche che uno già ha.
Io ho visto questo su Amazon: click qui e questo: click qui
Ti chiedevo se lì conoscevi, se sono affidabili, o se hai in mente qualche altro da consigliarne….io devo anche attaccare un secondo monitor all’imac che ha uscita hdmi…
grazie
Matteo
Ciao Matteo, le marche dei due HUB da te linkati sono semisconosciute, prova con questo di Satechi, produttore di accessori Apple presente anche sull’Apple Store click qui. In alternativa vedi se questo fa al tuo caso di Inatek click qui. Attenzione al colore se hai l’iMac blu, quello nuovo frontalmente è leggermente diverso.
grazie Stefano 🙂
Ho usato un 24″ per anni, ma adesso non prenderei un monitor inferiore a 27″, e considero il 30″ a 32″ come la dimensione ideale. Attualmente sto usando una TV OLED da 42″, ma è davvero troppo grande. Un iMac da 30″ sarebbe l’ideale.
Ho deciso di prendere un Display Studio e un Mac Mini M4 e di mandare in pensione il mio iMac da 27″ del 2017.
idem io invece ho optato per um mini m2 pro..
Comunque ritengo assurdo nel 2025 non mettere di serie su un iMac la porta Ethernet che è opzionale e ahimè per assurdo limitata a 1 Gbps quando oramai le molti provider stanno vendendo la 2.5GB e come tecnologia sta prendendo sempre più piede la 10 GB misteri di Apple
se per il blak friday ci saranno buone offerte credo proprio riuscirò finalmente a mandare in pensione il mio iMac late 2013 dopo 11 anni di onorata carriera. Propendereì per il modello con 512gb. Anche se il tentennamento tra iMac e mac book pro non manca ma uno schermo grande non scomoda e la qualità di quello dell’iMac è difficilmente raggiungibile senza spendere due occhi (uno per il pc e uno per il monitor)..
Aspetto speranzoso il tuo link per l’acquisto su amazon tra due settimane
Mario
È da valutare anche un iMac M3 se a buon prezzo.
Sì ma per ora non vedo offerte appetibili che per essere tali almeno per me dovrebbero offrire la stessa configurazione 16 – 512 che intendo prendere a non più di 1500euro con l’idea di trovare l’m4 in offerta a meno di 1800.
Sono al mio terzo imac in 14 anni. Sembra un gioiellino. La scatola, per evitare plastica e polistirolo, ha tutti elementi di cartone. Per richiuderla, dopo aver tirato fuori il imac, ho chiamato una squadra di ingegneri svedesi di Ikxxxx Ma chi l’ha progettata? Steve si sarebbe arrabbiato e non poco.
Ciao sto ponderando l’acquisto del nuovo iMac M4 con 16GB di RAM 1T di archiviazione. Sono un docente e pertanto non utilizzo programmi di foto, video ecc.
Sono indeciso tra il modello 8-core oppure 10-core. QUALE MI CONSIGLI??
In termini di prestazioni non c’è molat differenza, il 10-core ha la tastiera con Touch ID e il caricabatteria con integrata la porta Ethernet.
Grazie mille. Anche in negozio mi hanno consigliato 8-core.
Buon Natale e buone feste