Disney+, forte calo degli abbonati dopo l’ultimo aumento e la stretta sulla condivisione della password

Bob Iger CEO di Walt Disney
Tempo di risultati trimestrati anche per Disney+ che ha perso 700.000 abbonati rispetto al quarto trimestre del 2024. Attualmente, il servizio di streaming video di Topolino & C. conta 124,6 milioni di abbonati. Questa flessione è avvenuta dopo l’aumento dei prezzi in America e in aaltri mercati introdotto in autunno: l’abbonamento con pubblicità è passato da 7,99 a 9,99 dollari, mentre quello senza pubblicità è aumentato da 13,99 a 15,99 dollari.
Un altro fattore che potrebbe aver contribuito alla perdita di utenti è stata la stretta sulla condivisione delle password, iniziata a settembre negli Stati Uniti, in Canada e in alcuni Paesi d’Europa, Italia compresa. Disney ha introdotto un piano di “Condivisione a pagamento”, limitando l’uso dell’account ai soli membri di un nucleo familiare e imponendo un costo aggiuntivo per chi desidera condividere l’account con persone al di fuori della propria abitazione.
L’ultimo trimestre è stato il primo in cui Disney+ ha registrato una perdita di abbonati da quando il servizio di streaming è stato lanciato, ma secondo l’amministratore delegato Bob Iger, la percentuale di persone che hanno disdetto è stata inferiore alle previsioni iniziali. Disney prevede un ulteriore calo degli abbonamenti anche nel secondo trimestre del 2025.
Nonostante il declino di Disney+, la sua controllata Hulu (non disponibile in Italia) ha invece guadagnato 1,6 milioni di nuovi utenti nello stesso periodo, raggiungendo un totale di 53,6 milioni di abbonati paganti. Complessivamente, i ricavi di Disney sono cresciuti del 4,8% nel trimestre, grazie soprattutto al successo di Moana 2, che ha incassato oltre un miliardo di dollari al botteghino.


3 commenti
Con questi aumenti, si rischia di favorire la pirateria. Per ora va bene cosi, se alla fine superano 25 euro, sarà un bel guaio per tutti loro.
Anche io ho disdetto, va detto che è anche la piattaforma meno appetibile
Catalogo scarso e i contenuti non sempre all’altezza del marchio e così Netflix rimane e rimarrà sempre leader.