Le nuove custodie per iPhone e MacBook di Dbrand permettono di “toccare l’erba” senza il fastidio di uscire di casa

Dbrand vuole far sentire meno in colpa chi passa troppo tempo con lo sguardo fisso su uno schermo e non esce abbastanza all’aria aperta. Per questo ha lanciato una nuova collezione di skin, chiamata Touch Grass, che permette di rivestire i propri dispositivi, inclusi iPhone e MacBook, con un materiale che riproduce l’erba artificiale. In questo modo, si può “toccare l’erba” in qualsiasi momento e ovunque ci si trovi.
La collezione è già disponibile sul sito di Dbrand per oltre 100 dispositivi diversi, con prezzi simili a quelli delle altre skin premium dell’azienda: 29,95 dollari per gli smartphone, 49,95 dollari per i tablet e 69,95 dollari per i portatili.
Nonostante il lancio avvenga il 1° aprile, il CEO di Dbrand, Adam Ijaz, assicura a The Verge che non si tratta di uno scherzo. Secondo lui, ogni anno le aziende si sfidano per vedere chi riesce a fare il pesce d’aprile meno divertente, mentre Dbrand preferisce sfruttare l’occasione per lanciare prodotti veri. Anche se impregnati di satira, questi articoli sono autentici e acquistabili.

Le skin Touch Grass sono realizzate con migliaia di minuscoli fili di polietilene applicati tramite una tecnica chiamata electrostatic flocking. Ijaz spiega che ogni filo viene caricato elettricamente, il che lo fa stare in posizione verticale e lo spinge direttamente su una superficie adesiva. In questo caso, l’adesivo viene applicato a un classico strato in vinile 3M, materiale già utilizzato da Dbrand per le sue skin tradizionali.
Per evitare che gli utenti si ritrovino coperti da minuscoli frammenti verdi e per impedire che le particelle finiscano all’interno dei dispositivi, i fili d’erba artificiale sono incorporati in uno strato adesivo che copre circa il 25% della loro altezza. L’azienda ha sottoposto le skin a test di durabilità con 10.000 cicli di sfregamento abrasivo, senza riscontrare problemi di distacco dei fili o la formazione di zone calve.
Tuttavia, le tradizionali tecniche di taglio utilizzate da Dbrand facevano sì che i fili d’erba finta si staccassero ai bordi col tempo. Per risolvere il problema, l’azienda ha adottato il taglio laser al posto del taglio a fustella. Il calore del laser fonde le estremità dei fili di polietilene lungo il perimetro, sigillandoli e impedendo che si stacchino o si disperdano.
L’unico vero problema riscontrato da Dbrand con le skin Touch Grass è che tendono a catturare pelucchi e polvere, anche se l’azienda garantisce che basta pulirle delicatamente per mantenerle in buono stato.
L’idea è divertente, ma in un’epoca in cui i microplastiche vengono trovate in luoghi sempre più preoccupanti, è lecito chiedersi se abbiamo davvero bisogno di un altro prodotto che, una volta scartato, potrebbe contribuire al problema.

