The Studio, un altro buon motivo per abbonarsi ad Apple TV+

The Studio, la nuova serie comedy di Apple TV+, offre una satira pungente dell’industria dell’intrattenimento, svelando i retroscena più assurdi di Hollywood. Con protagonista Seth Rogen, la serie ci trascina nel caos di uno studio cinematografico di vecchia data che cerca di sopravvivere nella Hollywood contemporanea, ben lontana dalla Hollywood come Mecca del cinema del passato. Non è solo una parodia: è una riflessione tagliente sul conflitto tra visione artistica e logiche aziendali in un mondo dominato dallo streaming. È uno show che merita decisamente ogni cenetsimo dell’abbonamento richiesto di Apple TV+.
La serie segue Matt Remick (interpretato da Rogen), cinefilo appassionato e nuovo capo della fittizia Continental Studios, salito al comando dopo il licenziamento della precedente presidente, Patty Leigh (Catherine O’Hara), colpevole di troppi flop. Matt ha dedicato 22 anni della sua vita a scalare la gerarchia dello studio e ora si ritrova a guidarlo in un’epoca segnata da pressioni commerciali, concorrenza spietata e un progressivo abbandono dell’arte in favore del profitto. I suoi sogni di rinascita cinematografica si scontrano presto con la realtà: il CEO Griffin Mill (Bryan Cranston) gli impone di lanciare un film sul Kool-Aid Man, nel tentativo di imitare il successo di Barbie 2. Matt tenta di salvare la situazione acquistando un copione di Martin Scorsese sulla strage di Jonestown, trasformando l’operazione in un’impresa tragica e grottesca, dove alla fine finge di aver comprato lo script solo per bloccarlo — distruggendo Scorsese ma soddisfacendo il suo capo.

The Studio si distingue non solo per la sceneggiatura intelligente e le sue riflessioni sul cinema, ma anche per la qualità della recitazione e per l’abbondanza di cammei di celebrità, spesso coinvolte in scene intere e non solo apparizioni fugaci. Scorsese piange disperato, Charlize Theron caccia i dirigenti da una festa, Ron Howard va fuori di testa quando il suo progetto personale viene criticato. Il cast principale è di altissimo livello: Rogen sorprende con un’interpretazione sfaccettata, più nevrotica e intensa del solito. Catherine O’Hara brilla nel ruolo della cinica ma brillante Patty. Kathryn Hahn è spietata e divertente come responsabile marketing, Ike Barinholtz è perfetto come amico/alleato/confidente di Matt, e Chase Sui Wonders rappresenta la nuova generazione che cerca di emergere tra passione e disillusione. Cranston, infine, incarna alla perfezione l’ipocrisia aziendale mascherata da “cool anni ’70”.

A livello visivo, la serie è girata con stile nervoso, quasi ansiogeno, fatto di lunghe sequenze in piano sequenza e camera a mano, creando un senso d’urgenza che riflette quello vissuto dai personaggi. Ci sono episodi che omaggiano apertamente la storia del cinema: uno è ispirato al noir, un altro è girato interamente in una sola ripresa, diretto da Sarah Polley, che ha raccolto consensi entusiasti. L’estetica richiama la New Hollywood degli anni ’60-’80, in un’atmosfera decadente, con set che evocano la vecchia gloria degli studi ormai in rovina. A completare il tutto, una colonna sonora jazz frenetica firmata da Antonio Sanchez (Birdman).

La critica ha accolto The Studio con entusiasmo: 95% di approvazione su Rotten Tomatoes. Il pubblico, invece, è più diviso, con un 69% di gradimento. Non tutti apprezzano l’umorismo imbarazzante o le tematiche da addetti ai lavori, ma resta uno degli show più originali dell’anno. Alcuni lo hanno paragonato a The Player di Robert Altman per la sua capacità di mescolare commedia, dramma e metacinema.
In sintesi, The Studio è una serie intelligente, visivamente audace e recitata con energia, che riesce a raccontare l’attuale crisi dell’industria cinematografica con ironia e malinconia. Una vera dichiarazione d’amore per il cinema, nascosta dentro una critica feroce. Se amate Hollywood e vi affascina ciò che accade dietro le quinte, è una serie TV da non perdere.

