Accadde oggi: Cupertino risponde alle pubblicità “Apple Tax” di Microsoft
16 aprile 2009 Apple risponde a Microsoft a seguito di una pubblicità che critica Cupertino per non vendere portatili decenti per meno di 1.000 dollari.
“Un PC non è un affare quando non fa quello che vuoi”, spiega a Bloomberg il direttore delle pubbliche relazioni di Mac, Bill Evans, aggiungendo “L’unica cosa su cui sia Apple, sia Microsoft possono essere d’accordo è che tutti pensano che il Mac sia figo. Con i suoi fantastici design e il software avanzato, nulla lo eguaglia a qualsiasi prezzo.”
Secondo una leggenda, Bill Gates non dormiva la notte per colpa delle celebre e divertente campagna pubblicitaria “I’m Mac” lanciata da Apple nel 2006 con Justin Long, che interpretava un intelligente e dinamico Mac, mentre a John Hodgman era affidato il ruolo dell’imbarazzante e goffo PC. Così nel 2008, Gates in persona decise di scendere in campo con una serie di pubblicità che avevano l’obiettivo di rilanciare l’immagine di Microsoft considerata oramai una “azienda per vecchi”. Fu un disastro totale.
Così, la macchina pubblicitaria di Redmond l’anno dopo lanciò un’altra controversa campagna intitolata “Laptop Hunter”, in cui improbabili clienti ripresi in stile “reality show” andavano alla caccia di un portatile a prezzi accessibili. In ogni pubblicità veniva evidenziata la cosiddetta “Apple tax”, un costo aggiuntivo che bisogna sostenete per il “fattore cool” dei prodotti di Cupertino. Microsoft non criticava i portatili Apple per il design o carenza di prestazioni, ma si concentrava sui prezzi.
Ad esempio, in uno degli spot una giovane donna si proponeva di trovare un portatile con uno schermo 17 pollici per meno di $1.000, che non c’era negli Apple Store.
Microsoft ha anche commissionato una indagine di mercato controversa a Roger Kay di Endpoint Technologies Associates, dove venivano confrontati i prezzi, e le differenze hardware, dei computer Apple e dei PC.

