Trump: “Ho parlato con il CEO di Apple Tim Cook dopo il taglio dei dazi alla Cina”

Le telefonate tra il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il CEO di Apple, Tim Cook, stanno diventando una consuetudine, ma il loro contenuto rimane avvolto nel mistero. Dietro l’apparente cordialità, non è chiaro cosa venga realmente discusso.
Lunedì, nel contesto delle turbolente guerre commerciali che hanno segnato il secondo mandato di Trump, è stato annunciato un nuovo accordo tariffario con la Cina. Cupertino, pur avendo ottenuto una relativa esenzione da molti dei dazi, rischiava comunque un contraccolpo finanziario stimato in 900 milioni di dollari nel trimestre di giugno — un danno che potrebbe ora risultare attenuato.
Secondo quanto riferito dalla CNBC, dopo l’annuncio Trump ha contattato telefonicamente Cook, facendo sapere che il CEO “pareggerà i conti”. Una frase criptica, senza ulteriori spiegazioni, che ha lasciato spazio a numerose interpretazioni. Potrebbe riferirsi alla riduzione delle perdite previste, ma anche a una possibile compensazione legata ai 500 miliardi di dollari che Apple ha investito nelle infrastrutture manifatturiere statunitensi — un capitale, però, che non genererà ritorni immediati.
Un’altra ipotesi riguarda il prezzo dell’iPhone. Apple starebbe valutando se aumentarlo per bilanciare l’impatto dei dazi, ma potrebbe anche decidere di assorbirne il costo per evitare di danneggiare i consumatori. In ogni caso, l’equilibrio è precario. L’amministrazione Trump sta preparando una nuova tariffa sui semiconduttori e l’incertezza che circonda ogni mossa della politica economica rende impossibile qualunque previsione, anche nel breve termine.
Quel che è certo è che Apple ha la forza finanziaria per resistere alle turbolenze, anche in uno scenario instabile come quello attuale. E mentre le strategie commerciali si affinano dietro le quinte, le telefonate tra Cook e Trump sembrano rispondere più a una logica di relazioni personali che a un reale confronto politico: un gioco diplomatico in cui il potere si misura anche a colpi di telefonate.

