iPhone 16 a prezzi stracciati in Cina per contrastare il crollo delle vendite

In Cina, l’iPhone 16 viene ora venduto con sconti superiori ai 350 dollari (€313 circa) sulle principali piattaforme di e-commerce, in un evidente tentativo da parte di Apple e dei suoi partner commerciali di rilanciare la domanda, messa a dura prova da un calo delle vendite e dalla crescente pressione concorrenziale nel più grande mercato di smartphone al mondo. A riferirlo è l’agenzia Reuters, che segnala come i tagli di prezzo coincidano con l’avvicinarsi del festival dello shopping “618”, evento promozionale annuale in programma dal 1° al 18 giugno.
Sia JD.com sia Tmall di Alibaba hanno avviato promozioni aggressive sui nuovi dispositivi Apple. JD.com, ad esempio, propone l’iPhone 16 Pro da 128 GB a 5.469 yuan, ben al di sotto del prezzo ufficiale di Apple in Cina, fissato a 7.999 yuan: una riduzione di 2.530 yuan, pari a circa 351 dollari. Tmall offre lo stesso modello a 5.499 yuan, con uno sconto di 2.500 yuan ottenibile attraverso coupon specifici della piattaforma, alcuni dei quali sono legati a sussidi statali.
Apple non ha ufficialmente commentato i tagli, ma ha già adottato strategie simili in passato, specie in occasione di eventi promozionali rilevanti. A gennaio, aveva applicato sconti fino a 500 yuan sul proprio sito ufficiale in Cina per un periodo limitato.
Un elemento chiave in questo scenario è rappresentato dai sussidi statali cinesi: il governo, nell’ambito di un piano per stimolare i consumi interni in un contesto di rallentamento economico, offre incentivi fino a 500 yuan per gli smartphone dal costo inferiore ai 6.000 yuan. Tradizionalmente esclusi da questi benefici a causa del loro prezzo elevato, i dispositivi Apple rientrano ora nella soglia grazie alle recenti offerte, rendendoli così eleggibili per gli aiuti pubblici.
I numeri spiegano la strategia con chiarezza. Nel primo trimestre del 2025, le spedizioni di iPhone in Cina sono calate del 9% su base annua. Ma un rapporto separato dipinge un quadro ancora più critico: una contrazione del 49,6%, con un crollo da 3,75 milioni di unità nei primi tre mesi del 2024 a soli 1,89 milioni nello stesso periodo del 2025. Al contrario, i produttori locali hanno registrato performance in netta crescita: Xiaomi ha segnato un aumento del 40%, mentre Huawei ha visto le sue spedizioni salire del 10%.
Nonostante tutto, Apple continua a mantenere i prezzi pieni sul proprio sito ufficiale, preservando l’immagine premium del marchio a livello globale. Gli sconti praticati tramite rivenditori terzi rappresentano quindi una manovra tattica: da un lato si adattano alle dinamiche locali, dall’altro evitano di danneggiare la percezione internazionale del brand. Una partita delicata, giocata sul filo del prestigio e della necessità commerciale.

