Stop ai dazi “Liberation Day”: Tribunale del commercio ferma Trump e Apple tira un sospiro di sollievo

Una sentenza della Corte del commercio internazionale statunitense ha inferto un duro colpo all’aggressiva strategia tariffaria di Donald Trump, dichiarando illegittimi i cosiddetti dazi “reciproci” e quelli legati al traffico commerciale, introdotti a partire dal 2 aprile sotto il nome simbolico di “Liberation Day”. La decisione blocca in via permanente l’applicazione di una parte sostanziale delle misure imposte dall’ex presidente, giudicate un’eccessiva estensione dei suoi poteri esecutivi secondo il diritto federale.
Pur non entrando nel merito dell’efficacia economica delle tariffe, la Corte ha stabilito che Trump ha agito al di fuori del perimetro previsto dalla legge, in particolare rispetto all’uso improprio dell’Emergency Economic Powers Act. Nonostante l’amministrazione Trump abbia già annunciato un ricorso, le tariffe sui prodotti provenienti da Canada e Messico e quelle globali cosiddette “reciproche” non potranno più essere applicate. Restano tuttavia in vigore alcune imposte su settori specifici, come l’importazione di automobili, che non rientravano nella normativa contestata.
Per Apple, che ha vissuto mesi di forte incertezza assieme ad altri giganti della tecnologia statunitense, si apre ora uno spiraglio positivo. Cupertino aveva previsto una perdita fino a 900 milioni di dollari a causa dell’imposizione del 10% fisso sui beni importati, un balzello che ora potrebbe svanire. Ancora più importante, il blocco dei dazi potrebbe impedire al presidente di imporre in futuro dazi del 25% sugli smartphone, evitando così un potenziale rincaro sull’attesissima linea iPhone 17.
L’intero impianto protezionistico pensato per costringere le multinazionali a riportare la produzione sul suolo americano rischia dunque di crollare sotto i colpi della giustizia. E se le tariffe venissero definitivamente spazzate via, non solo Apple, ma anche milioni di consumatori potrebbero tirare un sospiro di sollievo: per ora, almeno, il prezzo dell’innovazione non aumenterà.

