macOS Tahoe ridisegna anche il Terminale: colori a 24 bit, font Powerline e un tocco di Liquid Glass

Anche l’app più spartana di macOS, il Terminale, si rifà il look con l’arrivo di macOS 26 Tahoe. Lo strumento da riga di comando, pilastro per utenti avanzati ma spesso ignorato dal grande pubblico, riceve per la prima volta in 24 anni un aggiornamento visivo degno di nota. Durante la presentazione “State of the Platforms” alla WWDC 2025, Apple ha annunciato che il Terminale abbraccerà il nuovo linguaggio visivo Liquid Glass, arricchendosi con una selezione di nuovi temi coerenti con l’estetica traslucida e riflettente introdotta in tutto il sistema operativo.
Ma non è solo una questione di stile: tra le novità funzionali spicca il supporto ai colori a 24 bit, che permetteranno una resa cromatica molto più ricca e precisa, e la compatibilità con i font Powerline, utilizzati soprattutto da chi personalizza prompt avanzati e ambienti di sviluppo. Sebbene Terminale abbia già da tempo profili colore personalizzabili, queste nuove aggiunte segnano un passo avanti importante, anche se non ancora comparabile agli strumenti visuali più sofisticati come Neofetch, ormai abbandonato.
Resta da vedere se questa revisione grafica e funzionale incontrerà il favore della community che fa uso quotidiano del Terminale, ma una cosa è certa: l’aggiornamento era atteso da tempo. macOS 26 arriverà in autunno, ma chi è curioso può già provarne la versione beta per sviluppatori, oppure attendere quella pubblica prevista per luglio.

