Liquid Glass divide gli utenti, ma Apple è pronta ad ascoltare: iOS 26 è solo l’inizio di un’estate infuocata

Il nuovo design “Liquid Glass” introdotto con iOS 26 e diffuso su tutte le piattaforme Apple ha scatenato un’ondata di reazioni, confermando una regola non scritta: ogni grande riprogettazione di sistema operativo genera inevitabilmente un mare di opinioni contrastanti. Tra entusiasmo e perplessità, esperti e utenti si confrontano su una delle trasformazioni estetiche più radicali mai adottate da Cupertino.
Il nuovo stile, fluido e trasparente, è un segnale chiaro: Apple vuole osare. E se da un lato questa scelta stilistica rappresenta un passo audace verso un linguaggio visivo più uniforme e giocoso, dall’altro ha suscitato dubbi su leggibilità, accessibilità e coerenza funzionale. Non a caso, la fase di beta è appena iniziata: molte cose cambieranno prima del lancio ufficiale previsto per l’autunno.

Matt Bircher, sul suo blog Birchtree, ha spiegato bene la difficoltà intrinseca di un design “opinionated”: quando si progettano interfacce per un miliardo di utenti, è molto più semplice rimanere sul generico piuttosto che rischiare. Liquid Glass, invece, è come un’abitazione ristrutturata con personalità — e quindi inevitabilmente divisiva. Ma è proprio questo il punto: secondo Bircher, Apple sta finalmente seguendo il consiglio spesso ripetuto, ovvero “osare con qualcosa di strano”.
Brendon Bigley, sul blog Wavelengths, racconta di aver installato iOS 26 “al buio”, senza sapere cosa aspettarsi. La sua reazione iniziale è stata contrastante: molte parti del nuovo sistema non gli piacciono affatto, soprattutto per problemi di leggibilità. Eppure ammette di essere affascinato dalla novità: l’interfaccia è divertente, diversa, stimolante — sembra un iPhone venuto da un altro universo.
Ma non tutti condividono questo entusiasmo. David Pierce, su The Verge, ha bocciato l’aggiornamento, definendolo un tentativo tiepido di universalizzare gli elementi grafici, rendendoli “più tondi, più contenuti, meno specifici per ciascun dispositivo”. Secondo lui, Apple funziona meglio quando prende decisioni forti e guida l’esperienza utente con convinzione. Cercare di “sparire” per lasciare spazio ai contenuti è, per Pierce, una scelta debole.

Tra le critiche più ricorrenti c’è quella relativa alla leggibilità del testo su sfondo “glassato”, un problema reale per chi ha disabilità visive. Tuttavia, Steven Aquino, giornalista specializzato in accessibilità e lui stesso disabile, ha smorzato i timori. Dopo aver parlato con Sarah Herrlinger, responsabile globale delle iniziative di accessibilità di Apple, Aquino si è detto rassicurato: il design di Liquid Glass è stato sviluppato in collaborazione con i team dedicati all’accessibilità, e ulteriori miglioramenti sono già in programma.
La storia insegna che Apple sa correggere il tiro. L’esempio più lampante è il redesign di Safari con iOS 15, accolto inizialmente con critiche accese, ma poi migliorato fino a diventare un successo al momento del rilascio. È quindi probabile che molte delle perplessità attuali si attenueranno nei prossimi mesi.

Lo stesso Jay Peters, sempre su The Verge, ha raccontato di essere partito prevenuto nei confronti del nuovo design, pur ammettendo che dopo qualche ora di utilizzo, Liquid Glass ha cominciato a piacergli. Il suo iPhone funziona come prima, anche se non mancano piccoli fastidi — come spaziature strane e un Centro di Controllo poco razionale — ma è fiducioso che Apple apporterà correzioni in tempo per il lancio.
Il verdetto è quindi sospeso: Liquid Glass è ancora un cantiere aperto, ma ha già cambiato il volto del sistema operativo. L’estate si preannuncia vivace, e il vero giudizio arriverà solo in autunno, quando iOS 26 sarà nelle mani di tutti.



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Basta che la gente non debbano a rompersi le scatole