Accadde oggi: Apple rilascia il Power Mac G5, il primo personal computer a 64 bit al mondo

23 giugno 2003 Apple lancia il bellissimo Power Mac G5, un potente computer desktop con un telaio in alluminio perforato che gli conferisce il soprannome affettuoso di “grattugia per formaggio”.
A partire da $1.999 (che corrispondono a $ 2.650 di oggi), il Power Mac G5 è il primo personal computer a 64 bit, e ancora una volta una macchina Apple è la più veloce del mondo.
All’interno del case in alluminio anodizzato, il Power Mac G5 vantava l’architettura CPU PowerPC G5 di IBM, un enorme passo avanti rispetto al vecchio Power Mac G4, che era stato il Mac di fascia alta di Cupertino dal 1999 al 2002.
Apple rilasciò tre diversi modelli di Power Mac G5: 1.6GHz, 1.8GHz e 2GHz. Tutti utilizzavano lo stesso processore PowerPC 970 (G5) a 64 bit, che offriva velocità di clock più elevate e capacità di calcolo parallelo notevolmente migliorate.

Al momento di presentare il Power Mac G5, Apple ha fornito i risultati di una serie di test di confronto con computer del lato oscuro dell’informatica.
“Nei test side-by-side che utilizzano benchmark standard del settore, il top di gamma Power Mac G5 da 2.0 gigahertz è risultato del 41% più veloce rispetto alla workstation Xeon con doppio processore Pentium 4. E i risultati sono ancora migliori quando si utilizzano applicazioni reali: il nuovo Power Mac G5 esegue Photoshop con una velocità doppia rispetto ai PC più veloci.”
Steve Jobs aveva promesso che un Power Mac G5 da 3 GHz sarebbe arrivato “entro 12 mesi”, ma questo non è mai accaduto. Infatti, IBM non ha voluto o potuto sviluppare ulteriormente l’architettura PowerPC G5, costringendo Apple alla transizione Intel, e così solo nel 2006 gli utenti professionali Apple hanno avuto un processore in grado di funzionare a quella velocità con il Mac Pro Intel Xeon.
Per quanto riguarda le altre caratteristiche hardware, il Power Mac G5 offriva una scheda video AGP 8X, FireWire 800, Gigabit Ethernet, fino a mezzo terabyte di memoria Serial ATA interna e un SuperDrive.

Per quanto riguarda i computer di livello professionale, nel 2003 ben pochi potevano battere il Power Mac G5, che era anche il primo computer Apple dotato di porte USB 2.0.
Come spesso accade con i computer Apple, il design del Power Mac G5 ha ispirato l’industria del lato oscuro dell’informatica, e ancora oggi, a distanza di quindcii anni, il design appare bello e attuale. Ma, il Power Mac G5 ha anche un altro primato: è stato il primo computer il cui interno è stato progettato da Jony Ive, in modo da risultare esteticamente gradevole.
Il computer non era completamente senza problemi. Alcuni modelli hanno sofferto di problemi di rumore e riscaldamento, sebbene una versione raffreddata a liquido venduta successivamente abbia tentato di correggere queste carenze.


10 commenti
Semplicemente bello
È ancora molto bello e più dell’ultimo MacPro.
se il G5 era soprannominato “grattugia per formaggio” allora l’attuale Mac Pro come lo dovremmo chiamare? non c’è storia la vera grattugia è il modello del 2019! il vecchio G5 era – per me e in relazione all’epoca – più attraente rispetto all’attuale che non sembra essere lo studio approfondito di design a cui la Apple ci ha abituato da tempo (d’altra parte anche il reparto fotografico del nuovo iPhone non sembra particolarmente ispirato nell’aspetto complessivo).
quante pagine impaginate su questa macchina e quante notti in redazione… un grande compagno di lavoro
Ho posseduto il mitico G5 2.7 raffreddato a liquido; era veramente una macchina fatta molto bene; io l’avevo soprannominata “stufa”, a causa del rumore delle ventolone e dell’aspetto estetico un po’ così…
Ne ho ancora un paio conservati, ahimé le versioni più potenti ma anche le più problematiche, i dual G5 2,5 con sistema di raffreddamento a liquido Delphi (una merda perché soffrivano di perdite del liquido mai corretto dalla stessa Apple e anche sul Quad G5 con la pompa Panasonic). A breve penso di rimetterlo in auge almeno uno dei due ma eliminerò definitivamente quel sistema a liquido rognoso modificando l’intero dissipatore e ricalibrando le ventole dall’open firmware
Il mio funziona ancora perfettamente.
Ne ho 2 di PowerMac G5, la versione top di gamma (June 2004) con doppio processore PowerPC G5 FX 2,5 GHz raffreddati entrambi a liquido ma come molti appassionati ed esperti sanno che quel sistema a liquido (pompa Delphi) faceva letteralmente pietà infatti non era raro che gli orings iniziavano a cedere e c’erano perdite del liquido altamente corrosivo sulle cpu e scheda logica tanto da raggiungere perfino l’alimentatore posto alla base dello chassis. In compenso erano macchine abbastanza stabili ma consumavano parecchio rispetto la controparte Intel Xeon ed erano i veri G5 a differenza degli iMac G5 che erano dei G5 zoppi a causa del bus di sistema di 1/3 di quello reale e abbastanza lenti perfino dei Core Duo usciti l’anno successvo. Peccato solamente della sua longevità lato software e le istruzioni PPC64 abbandonate dopo scarsi 3 anni dall’ultima versione (Late 2005 dual core e la versione dual G5 dual Core con pompa a liquido Panasonic) in quanto potevano ancora esprimere il loro potenziale (per fortuna c’è stato Debian Linux a continuare il suo supporto per altri pochi anni prima di abbandonarlo definitivamente).
Ho cinque, o forse sei PowerMac G5. Uno di loro e ultimo modello con quadcore. Rivisto in tutto per tutto e perfettamente funzionante. E uno sempre raffreddato ad acqua, al inizio con processore dual core 2.2 e successivamente montato processore dual core 2.5mhz. Tutti miei G5 sono perfettamente funzionanti.
Il miglior MAC di tutti quelli che ho avuto, ancora mi pento di averlo venduto 🙁