Accedde oggi: App Store accetta app di terze parti, inizia una nuova corsa all’oro

26 giugno 2008 Apple manda un’e-mail agli sviluppatori chiedendo di inviare le loro app per l’App Store, che un mese dopo aprirà i suoi battenti.
Gli sviluppatori di tutto il mondo accolsero la notizia con eccitazione, affrettandosi a inviare le loro app e ad entrare nella incombente corsa all’oro dell’App Store. In tanti rastrelleranno piccole fortune quando gli utenti iPhone poterono accedere all’App Store.
L’eccitazione degli sviluppatori era già alta, infatti il 6 marzo 2008 Apple aveva rilasciato il suo kit di sviluppo software per iPhone (SDK) per dare la possibilità di iniziare a creare app native per l’iPhone.
Inizialmente, Steve Jobs era contrario all’App Store. Temeva che l’iPhone sarebbe stato inondato di software di terze parti di bassa qualità su cui Apple avrebbe avuto poco controllo.
Fortunatamente, Phil Schiller, vicepresidente di Apple, e Art Levinson, membro del consiglio di amministrazione, alla fine riuscirono a convincere Jobs a cambiare idea.
Invece di fare affidamento su una o due “app killer” che avrebbero reso l’iPhone un dispositivo indispensabile per alcuni, come VisiCalc aveva fatto per l’Apple II, un App Store significava che ogni utente iPhone poteva scoprire la propria app killer.
Le applicazioni per l’iPhone dovevano essere sviluppate su Mac, con Xcode, una nuova versione dell’ambiente di sviluppo integrato di Apple. Cupertino aveva fornito il software in modo che gli sviluppatori potessero progettare interfacce iPhone-friendly, monitorare l’utilizzo della memoria del telefono e persino simulare le interazioni touch dell’iPhone sui loro Mac.
Soddisfare alcune delle linee guida di Apple considerate fortemente arbitrarie frenarono molti sviluppatori, ma quelli che lo fecero trassero buoni profitti con la vendite delle proprie app tramite l’App Store.

Quando l’App Store è stato inaugurato nel luglio 2008, si potevano scaricare 500 app di terze parti, di cui circa il 25% erano gratuite. Nelle prime 72 ore di apertura dell’App Store, gli utenti iPhone effettuarono 10 milioni di download.
L’App Store ha dato il via ad un sistema completamente nuovo di distribuire software, ed è anche diventato rapidamente un importante voce del bilancio di Cupertino.
Oggi, lo stretto controllo di Apple sull’app Store incredibilmente redditizio è nel mirino dell’antitrust degli Stati Uniti, della Comunità Europea e di altre Nazioni.
Il co-fondatore di Apple Steve Wozniak ha definito l’App Store l’invenzione più importante di Apple, un grande complimento per un’azienda che ha realizzato Apple II, Mac, iPod, iPhone e molto altro.


3 commenti
Prima l’iPhone, poi l’anno successivo le app, poi dopo ancora l’iPad, una serie di novità rivoluzionarie veramente entusiasmanti che hanno caraterizzato un’epoca.
“Inizialmente, Steve Jobs era contrario all’App Store. Temeva che l’iPhone sarebbe stato inondato di software di terze parti di bassa qualità su cui Apple avrebbe avuto poco controllo”. Jobs era lungimirante e aveva ragione da vendere, l’App Store ora è pieno di app di scarsa qualità, fintamente gratuite ma con acquisti in app senza i quali sono praticamente inutili oppure infarcite di pubblicità. È un modello da rivedere profondamente. Non voglio pensare a cosa succederà con gli store di terze parti.
Ricordo come fosse ieri anche l’iconico slogan “c’è un’app per questo”, tra l’altro patented da Apple. E la sensazione era veramente quella: ti passava per la mente “vorrei poter fare questa cosa con il mio smartphone”, prendevi il tuo 3GS, cercavi nell’app store e tendenzialmente trovavi una app che lo faceva. Una rivoluzione.
Poi è vero, c’erano app buone e cattive, come oggi, bastava selezionare ed alla peggio disinstallare. Io ricordo (e lo faccio tutt’ora) che spesso installavo app solo se l’icona o l’interfaccia mi ispirava ed era in vero “Apple style”. In ogni caso fu un vero game changer.