macOS 26 Tahoe rivoluziona il Centro di controllo e dichiara guerra al caos nella barra dei menu
Con l’arrivo di macOS 26 “Tahoe”, Apple ha introdotto un nuovo Centro di controllo che non solo adotta l’elegante estetica Liquid Glass condivisa con il resto dell’ecosistema, ma porta per la prima volta su Mac una funzione attesa da tempo: il supporto alle integrazioni di terze parti. Si tratta di una novità già ben introdotta su iOS 18 lo scorso anno e che, nel contesto del Mac, assume un peso ancora maggiore.
Fin dal redesign del MacBook Pro nel 2021 — seguito da quello del MacBook Air nel 2022 — Apple ha introdotto il controverso notch, che ha sottratto uno spazio prezioso al centro della barra dei menu. Per molti utenti abituati a popolare quella zona con numerose app e scorciatoie, il risultato è stato un compromesso scomodo: alcune icone sparivano, oppure si doveva ricorrere ad app di terze parti per creare una seconda barra sottomenu. Per anni, Apple non ha fornito una soluzione ufficiale al problema che essa stessa aveva creato, lasciando soprattutto i possessori di modelli da 13 e 14 pollici a combattere con uno spazio visivo ridotto e caotico.
Con macOS 26, la situazione cambia radicalmente: le app di terze parti potranno creare piccoli controlli interattivi all’interno del Centro di controllo, consentendo agli utenti di accedere a funzioni rapide senza dover affollare ulteriormente la barra dei menu né aprire completamente l’app relativa. Apple promette una maggiore personalizzazione sia per la disposizione dei comandi sia per i controlli presenti, inclusi quelli di sviluppatori esterni. Questo significa non solo più ordine, ma anche un’esperienza d’uso più fluida e centrata sulle esigenze dell’utente.
La trasparenza della nuova barra, unita al supporto a widget interattivi introdotti negli anni precedenti, fa sembrare il display più spazioso e gestibile, soprattutto in configurazioni più compatte. C’è però una nota tecnica: le app dovranno aggiornarsi per sfruttare le nuove API di macOS Tahoe, e i tool già presenti nella barra dei menu non potranno essere trasferiti automaticamente nel Control Center, almeno per ora.
Nonostante questo limite iniziale, l’integrazione delle terze parti nel Control Center segna un passo importante verso la semplificazione dell’interfaccia Mac. Con meno ingombro e più intelligenza nell’organizzazione degli strumenti, macOS 26 Tahoe potrebbe finalmente mettere fine al disordine cronico della barra dei menu.


