Bruxelles cancella la tassa digitale: Apple e le Big Tech feteggiano, ma l’UE prepara nuove imposte su tabacco, rifiuti elettronici e grandi imprese

Alla vigilia della presentazione del suo prossimo bilancio settennale, la Commissione Europea ha deciso di eliminare la proposta di una tassa digitale pensata per colpire i giganti tecnologici come Apple e Meta. Una retromarcia che segna una vittoria per le Big Tech statunitensi e per Donald Trump, in un momento delicato dei negoziati commerciali tra Bruxelles e Washington.
Ritirata la tassa digitale, arrivano nuove imposte
La tassa sui servizi digitali era stata inizialmente proposta per contribuire alla restituzione del debito comune contratto durante la pandemia. Compariva nelle prime bozze del bilancio UE 2028–2034, la cui versione ufficiale è attesa per mercoledì 16 luglio. Tuttavia, in vista della conclusione dei negoziati con gli Stati Uniti per un nuovo accordo commerciale, Bruxelles ha rimosso la digital tax dalla lista delle fonti di finanziamento.
Secondo un documento interno ottenuto da POLITICO, ora il piano prevede tre nuove forme di prelievo per generare entrate a partire dal 2028:
• Una tassa a livello europeo sui prodotti del tabacco, oggi regolata solo a livello nazionale;
• Un’imposta sui dispositivi elettronici dismessi, per incentivare il riciclo;
• Una tassa sulle aziende con più di €50 milioni di fatturato annuale nell’Unione Europea.
Sebbene quest’ultima misura includa anche le Big Tech, non saranno più il bersaglio diretto e unico come nella proposta iniziale della tassa digitale.
Obiettivo: 25–30 miliardi l’anno, ma resta lo scoglio politico
L’obiettivo della Commissione è raccogliere fino a €30 miliardi l’anno per ripagare il debito comune dell’UE. Ma il cammino appare complesso: diversi Stati membri si sono già detti contrari ad alcune delle nuove imposte. Italia, Grecia e Romania hanno espresso riserve sull’estensione della tassazione a sigarette elettroniche e prodotti da svapo, mentre la Svezia ha criticato l’intera logica del prelievo fiscale centralizzato, definendola “inaccettabile”.
Il documento visionato da POLITICO rappresenta ancora una bozza, e non è escluso che la versione finale possa subire modifiche prima della presentazione ufficiale. Tuttavia, la rimozione della tassa digitale sembra ormai definitiva, segnando un punto a favore delle grandi multinazionali tecnologiche americane e ridisegnando l’architettura fiscale dell’Unione per il prossimo decennio.

