Corning dice addio alle clausole esclusive: l’UE chiude l’indagine antitrust, Apple resta fuori

La Commissione Europea ha ufficialmente chiuso l’indagine antitrust su Corning, il colosso statunitense noto per il suo Gorilla Glass, utilizzato come vetro di copertura in smartphone, tablet e dispositivi indossabili. L’indagine era partita dopo il sospetto che Corning stesse abusando della propria posizione dominante vincolando i produttori OEM e le aziende che lavorano il vetro a clausole esclusive o quasi esclusive, ostacolando così i concorrenti.
Dopo un confronto con le autorità europee, Corning ha accettato una serie di impegni vincolanti che saranno validi per nove anni. L’azienda si è impegnata a eliminare tutte le clausole di esclusiva esistenti e a non introdurne di nuove, a non imporre limiti minimi d’acquisto per accedere a vantaggi economici nell’area economica europea e a non superare una soglia del 50% di fornitura obbligata nei mercati globali, né per gli OEM né per i cosiddetti “finishers”, cioè le aziende che lavorano il vetro.
L’accordo prevede inoltre che eventuali rivendicazioni brevettuali siano perseguite solo per violazione del brevetto e non come violazioni contrattuali, escludendo l’uso di penali e altri strumenti coercitivi. Una clausola anti-elusione e una comunicazione ufficiale in inglese e cinese ai principali stakeholder completano il pacchetto.
Curiosamente, Apple non è parte coinvolta nell’accordo: i vetri speciali forniti da Corning all’azienda di Cupertino, pur essendo tecnicamente Gorilla Glass, sono considerati fuori mercato rilevante in quanto creati su misura e non soggetti a concorrenza diretta. La Commissione ha quindi deciso di non includerli nel perimetro dell’indagine.

