Svolta nel caso Epic Games: Apple cita una sentenza su Trump per smontare il verdetto

Nel nuovo capitolo della lunga disputa legale con Epic Games, Apple ha depositato una memoria presso la Corte d’Appello del Nono Circuito degli Stati Uniti invocando una recente sentenza della Corte Suprema nel caso Trump v. CASA. La decisione, secondo Apple, rafforza la sua richiesta di annullare due ingiunzioni emesse dalla corte distrettuale nell’ambito del processo antitrust avviato da Epic.
Secondo i legali di Cupertino, la Corte Suprema ha stabilito che i giudici federali non hanno l’autorità autonoma di emanare ingiunzioni “universali”, ovvero applicabili a soggetti che non sono parte diretta del processo. Apple contesta dunque l’estensione delle misure correttive a tutti gli sviluppatori statunitensi, sostenendo che Epic aveva scelto volontariamente di non rappresentare una classe collettiva e di agire per conto proprio.
Apple sottolinea che la nuova ingiunzione, che le impedisce di incassare commissioni su transazioni esterne all’App Store, non solo supera l’ambito originario del processo, ma contraddice anche il precedente giudizio che confermava la legittimità del suo modello commissionale.
Richiamando i principi stabiliti nel caso CASA, Apple sostiene che la corte distrettuale abbia usato erroneamente lo strumento del disprezzo civile per imporre sanzioni punitive, invece di limitarsi a garantire il rispetto di un’ingiunzione legittima.
Inoltre, Cupertino chiede che la seconda ingiunzione venga completamente annullata e che la prima venga rivalutata alla luce del nuovo quadro giuridico. Secondo Apple, le decisioni prese fino ad ora vanno ben oltre quanto necessario per risolvere la disputa con Epic, e sono state adottate senza giustificazioni sufficienti per coinvolgere l’intera comunità degli sviluppatori.

