Apple sfida i dazi di Trump e cresce comunque: attesa per i risultati della trimestrale di oggi

Mentre Apple si prepara ad annunciare oggi i risultati finanziari del secondo trimestre fiscale 2025 (Q2 2025), le previsioni di Wall Street sono orientate verso una crescita solida, anche se non clamorosa. Gli analisti si aspettano infatti ricavi per 89,2 miliardi di dollari, in aumento del 4% rispetto agli 85,8 miliardi registrati nello stesso periodo del 2024. Anche l’utile per azione è atteso in lieve crescita, passando da 1,40 a 1,43 dollari.
Si tratta di un ritmo di crescita che ormai rientra nella norma per Cupertino, che negli ultimi quattro trimestri ha sempre fatto segnare progressi compresi tra il 4% e il 6%. Eppure, questo trimestre non è stato affatto ordinario. A complicare lo scenario ci ha pensato il ritorno dei dazi doganali voluti dal presidente Donald Trump, che ha imposto tasse del 20% sui dispositivi Apple assemblati in Cina e del 10% su quelli provenienti dall’India.
Un colpo potenzialmente pesante, quantificato dallo stesso Tim Cook in circa un miliardo di dollari di costi aggiuntivi per il trimestre compreso tra aprile e giugno. Tuttavia, il peggio potrebbe essere stato evitato. Apple ha infatti accelerato le spedizioni verso gli Stati Uniti prima dell’entrata in vigore delle tariffe, mentre la maggior parte degli iPhone destinati al mercato americano viene ormai assemblata in India, riducendo la dipendenza dalla Cina.
Ma la strategia indiana potrebbe essere a rischio. nelle ultime ore, Trump ha annunciato nuovi dazi, stavolta fino al 25%, anche sugli smartphone importati dall’India, mettendo in discussione una delle principali linee difensive di Apple contro la guerra commerciale.
I conti ufficiali saranno resi noti questa sera, subito dopo la chiusura dei mercati statunitensi (le 22:30 ora italiana). Seguirà la consueta conference call con gli analisti, in cui Tim Cook sarà affiancato per la prima volta dal nuovo CFO Kevan Parekh. I riflettori saranno puntati sulle prospettive per il trimestre di settembre, soprattutto per capire quanto le nuove tensioni tariffarie potranno incidere su vendite e margini. Le parole dei dirigenti Apple potrebbero avere un impatto immediato sul titolo già nella sessione di domani.

