Apple rilancia sull’America: 600 miliardi di dollari per produzione, chip e innovazione “Made in USA”

Apple accelera il suo impegno industriale negli Stati Uniti con un investimento colossale: 600 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni, segnando un aumento di 100 miliardi rispetto ai piani precedenti. Al centro dell’annuncio, il nuovo American Manufacturing Program (AMP), una strategia che punta a riportare negli USA la produzione di componenti chiave, rafforzando la catena di fornitura e spingendo sull’innovazione tecnologica, soprattutto nel settore dei semiconduttori.
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Cupertino ha già attivato partnership con dieci giganti del settore, tra cui Corning, Coherent, TSMC, Texas Instruments, Samsung e Broadcom. Il programma prevede la costruzione di impianti all’avanguardia e l’espansione di quelli esistenti in Stati come Kentucky, Texas, Arizona, New York, Utah e California. Tra gli esempi più significativi: la produzione del vetro per iPhone e Apple Watch a Harrodsburg (KY), i server per Apple Intelligence a Houston (TX) e i chip di nuova generazione con Samsung ad Austin.

Oltre alla filiera dei chip, Apple investirà anche nei servizi cloud e nell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale. A Maiden (NC) e in altri Stati sono in corso importanti ampliamenti dei data center, alimentati da energia 100% rinnovabile. A Detroit, intanto, è pronta a partire l’Apple Manufacturing Academy per supportare piccole e medie imprese nell’adozione di tecnologie produttive avanzate e AI.

Il piano prevede anche 20.000 nuove assunzioni dirette, concentrate su ricerca e sviluppo, ingegneria dei chip, software e intelligenza artificiale. Una mossa che consolida la leadership industriale e tecnologica di Apple sul suolo americano, rendendo sempre più strategico il suo ruolo nella competitiva corsa globale ai semiconduttori e all’AI.



