Spionaggio hi-tech: Apple accusa un ex ingegnere di aver rubato segreti dell’Apple Watch per Oppo

Apple ha aperto un nuovo fronte legale accusando un suo ex ingegnere di aver sottratto informazioni riservate sull’Apple Watch per favorire Oppo, rivale cinese in piena espansione nel settore degli indossabili. Nella denuncia depositata il 21 agosto 2025 presso la Corte Distrettuale della California del Nord, l’azienda guidata da Tim Cook sostiene che Chen Shi, Sensor System Architect in Apple dal 2020 al 2025, abbia copiato decine di file riservati prima di abbandonare la società per unirsi a InnoPeak Technology, centro di ricerca californiano controllato da Oppo.
Secondo le accuse, nelle ultime settimane di permanenza in Apple, Shi avrebbe scaricato 63 documenti confidenziali dal sistema interno Box e li avrebbe trasferiti su un supporto esterno, oltre ad aver organizzato decine di incontri individuali con colleghi per raccogliere ulteriori dettagli tecnici. I file sottratti riguarderebbero tecnologie di monitoraggio avanzato della salute, come la fotopletismografia (PPG), le funzioni ECG, i sensori di temperatura e l’ingegneria dei chip alla base degli algoritmi che rendono affidabili le rilevazioni cardiache dal polso.
Le prove portate in Tribunale includono conversazioni interne in cui Shi avrebbe ammesso di “raccogliere quante più informazioni possibili” da condividere con il vicepresidente della divisione Health di Oppo, che avrebbe risposto con un semplice emoji di conferma. Apple segnala inoltre che l’ingegnere avrebbe cercato online modi per cancellare la cronologia del MacBook e verificare se l’accesso ai file condivisi potesse essere monitorato. Ufficialmente Shi avrebbe lasciato Cupertino per occuparsi dei genitori anziani, ma secondo i legali di Apple si trattava di un pretesto.
Dal canto suo, Oppo ha dichiarato al South China Morning Post di non aver trovato alcuna evidenza di collegamenti tra le accuse e l’operato di Shi durante il suo impiego, garantendo piena collaborazione con le autorità e ribadendo la volontà di chiarire i fatti.
La vicenda assume un peso particolare perché Oppo, entrata nel mercato smartwatch nel 2020, sta investendo pesantemente nella ricerca attraverso la filiale californiana di InnoPeak, situata nel cuore della Silicon Valley, a pochi passi dal quartier generale di Apple. Secondo Cupertino, questa presenza servirebbe soprattutto ad attrarre ingegneri occidentali e ad accelerare lo sviluppo sfruttando know-how altrui.
La denuncia si fonda sul Defend Trade Secrets Act del 2016, che tutela le aziende dal furto di informazioni riservate, e su un presunto inadempimento contrattuale, dato che Shi aveva firmato un accordo di riservatezza al suo ingresso in Apple. Non è la prima volta che Tim Cook & C. si trovano a gestire casi simili: di recente aveva accusato un ex ingegnere del team Vision Pro di aver copiato documenti sensibili prima di passare a Snap, e in passato si era scontrata con Masimo e Rivos in cause analoghe.
Le conseguenze potrebbero essere pesanti: Apple chiede che Oppo venga esclusa dall’utilizzo di ogni tecnologia riconducibile ai file trafugati, che Shi risponda dei danni da violazione contrattuale e che venga disposto un audit forense per verificare se i dati siano già stati incorporati nei prodotti della concorrente. Il contesto è inevitabilmente anche geopolitico, dato che Oppo appartiene al colosso cinese BBK Electronics, già proprietario di marchi come Vivo e OnePlus, in un momento in cui gli Stati Uniti osservano con attenzione le mosse delle aziende cinesi nel settore tecnologico.
La battaglia legale evidenzia quanto siano cruciali i sensori di salute per la strategia di Apple Watch, che dal 2018 vanta funzioni cliniche certificate dalla FDA e che oggi rappresentano il vero punto di differenziazione rispetto ad altri dispositivi indossabili. Per Cupertino, permettere a un rivale di bypassare anni di ricerca significherebbe concedere un vantaggio competitivo inaccettabile. Se le accuse saranno confermate, il contenzioso rischia di trasformarsi in una lunga e costosa battaglia che potrebbe rallentare la corsa di Oppo nel settore wearable.

