Apple mette ordine nell’AI aziendale: arrivano i nuovi strumenti per gestire ChatGPT e non solo

Apple sta introducendo una nuova serie di strumenti destinati alle imprese per regolare come e quando i dipendenti possano utilizzare i servizi di intelligenza artificiale, con un’attenzione particolare a ChatGPT per Enterprise ma senza limitarsi a questa piattaforma. La mossa arriva in un momento in cui l’AI diventa sempre più centrale nell’informatica moderna e trova spazio crescente nei flussi di lavoro aziendali, portando con sé nuove sfide di gestione e sicurezza.
Secondo quanto riportato da TechCrunch, le soluzioni sviluppate da Apple consentiranno agli amministratori IT di stabilire regole granulari sull’uso delle piattaforme AI, decidendo quali funzioni siano accessibili e quali invece disattivare. Un aspetto cruciale riguarda la possibilità di bloccare l’invio delle richieste al cloud di ChatGPT anche per le aziende che non hanno un contratto diretto con OpenAI, così da prevenire fughe involontarie di dati sensibili o proprietà intellettuale riservata.
Pur nascendo in stretta connessione con il recente accordo tra Apple e OpenAI, che ha portato a un’integrazione profonda di ChatGPT negli iPhone, questi strumenti non saranno limitati al servizio di Sam Altman. Potranno infatti essere applicati a qualsiasi fornitore esterno, inclusi concorrenti come Anthropic o Google, garantendo alle imprese una maggiore libertà di scelta e soprattutto un controllo più rigoroso sulla protezione dei dati.
Apple può già contare sulla propria infrastruttura Private Cloud Compute per salvaguardare le informazioni elaborate da Apple Intelligence, ma non ha strumenti nativi per garantire la sicurezza dei servizi di terze parti. Con questa novità, Cupertino tenta di colmare il vuoto offrendo ai clienti enterprise una gestione più trasparente e sicura delle piattaforme AI, in vista di un futuro in cui il lavoro quotidiano sarà inevitabilmente affiancato dall’intelligenza artificiale.

