AirPods eroi a Venezia: la funzione “Dov’è” smaschera le borseggiatrici

A Venezia i borseggi sono ormai all’ordine del giorno, ma questa volta a cambiare la storia non è stata la rapidità della Polizia o la prontezza di qualche passante, bensì la tecnologia. Protagonisti inattesi, gli AirPods, che con la funzione di localizzazione hanno permesso a una turista americana di rintracciare le borseggiatrici che le avevano appena sottratto zaino, documenti, soldi e carta di credito.
L’episodio, accaduto il 14 agosto a Santa Maria del Giglio, nei pressi di Piazza San Marco, è diventato virale con milioni di visualizzazioni sui social. Il video mostra la donna che, afferrando per la coda di cavallo una borseggiatrice tredicenne, le intima di restituire il passaporto, mentre la complice diciassettenne tenta di liberarla. La scena ha scatenato applausi online, con centinaia di commenti che inneggiano al “karma” e alla giustizia istantanea.
Dietro la viralità c’è però un intreccio tecnologico: la donna, accortasi del furto al rientro nel bed and breakfast, ha utilizzato la funzione di tracciamento degli AirPods rubati per seguire i movimenti delle ladre. Insieme al compagno le ha individuate e inseguite per le calli veneziane, fino al fermo ripreso da smartphone di altri turisti. Lo stallo è durato cinquanta minuti, tra l’incitamento dei passanti e l’attesa delle forze dell’ordine.
Quando la Polizia è arrivata, le borseggiatrici hanno tentato la fuga e una di loro ha colpito la turista alla testa con una borsa contenente una borraccia, ferendola e costringendola al ricovero in ospedale per alcuni punti di sutura. Le due ragazze sono state fermate, ma poi rilasciate: la tredicenne non è imputabile per legge, mentre la complice diciassettenne è stata denunciata per lesioni.
L’episodio mette nuovamente in luce l’impotenza delle istituzioni di fronte al fenomeno diffuso dei borseggi, ma allo stesso tempo conferma come la tecnologia, in questo caso gli AirPods con la funzione “Dov’è”, possa diventare un alleato imprevisto e decisivo per difendersi dai ladri.


3 commenti
I ladri ormai sanno benissimo che la prima cosa da fare è spegnere l’iPhone appena lo rubano (tra l’altro, c’è un modo per richiedere comunque la verifica d’identità anche per spegnerlo? sarebbe top).
Con gli AirPods invece la storia è diversa, non si spengono davvero e spesso i ladri non sanno nemmeno che siano rintracciabili. È successo pure a me, mi hanno rubato lo zaino con dentro l’iPad Pro e gli AirPods Pro. L’iPad è sparito subito perché spento, ma gli AirPods hanno continuato a dare posizione… sono arrivato fino a casa dei ladri dopo alcune ore!
Ovviamente non ho potuto fare niente, chiamando la polizia, mi è stato detto che dovrei averli davanti fisicamente ed essere certo che abbiano loro gli AirPods… ho aspettato fuori casa per ore ma nulla, non si muovevano dall’appartamento.
Morale: l’ultima posizione rilevata è stata in una stazione di servizio nel sud della Francia (io sto’ a Milano)… 🤷🏻♂️😂
Effettivamente, la possibilità di impostare uno spegnimento protetto da un codice di sicurezza o impronta digitale o Face ID sarebbe molto utile, ovviamente da lasciare alla scelta dell’utente.
Tra l’altro, si potrebbe anche fare in modo che all’inserimento di codici sbagliati o tentativi di spegnimento forzati, l’iPhone bloccasse l’accesso alla porta USB C in modo da impedire ai ladri l’accesso al suo hardware.
Lo butterei queste borseggiatrici alla laguna… bastarde!