AirPods e traduzione live: l’Europa resta esclusa per troppe regole, troppa burocrazia

Apple aveva presentato la traduzione live sugli AirPods come una delle novità più interessanti: bastava un paio di cuffie compatibili e un iPhone recente per abbattere le barriere linguistiche in tempo reale. La funzione è già attiva per inglese, francese, tedesco, portoghese brasiliano e spagnolo, con altre lingue in arrivo entro l’anno. E non serve nemmeno l’ultimo modello: oltre agli AirPods Pro 3, il sistema funziona anche sugli AirPods Pro 2 e sugli AirPods 4, a patto di avere almeno un iPhone 15 Pro con iOS 26. Insomma, tutto pronto. Peccato che per chi vive in Europa, non non si potrà usarla.
Il motivo non è tecnico, ma politico-burocratico. Un documento di supporto Apple ha confermato che la traduzione live non funziona se l’utente si trova nell’Unione Europea e ha un account Apple registrato in un Paese UE. Risultato: un americano in vacanza in Spagna può godersi la funzione senza problemi, mentre un tedesco in Francia no. Uno spagnolo in Brasile sì, ma lo stesso spagnolo in Germania resta escluso. Un paradosso che rende ridicolo il concetto stesso di innovazione tecnologica.
La ragione è legata ad Apple Intelligence, la piattaforma che gestisce l’elaborazione della traduzione e che è bloccata in Europa per “questioni di conformità normativa”. La Commissione Europea, ossessionata dal controllo delle big tech, continua a imporre regole e paletti che finiscono per penalizzare i consumatori, non le aziende. Apple non ha mai chiarito nei dettagli quali siano questi problemi, e c’è chi sostiene che Cupertino usi questo stallo come avvertimento a Bruxelles: troppe regole, troppa burocrazia, troppe interferenze.
Il risultato, però, è sotto gli occhi di tutti: mentre nel resto del mondo gli utenti AirPods iniziano a comunicare senza barriere linguistiche, in Europa i cittadini rimangono spettatori, tagliati fuori da un’innovazione che già funziona. Ancora una volta, la rigidità delle regole UE si traduce in un autogol per i suoi stessi cittadini.


2 commenti
Ma… funzionerà solo sui vecchi Pro (15Pro e 16Pro) o anche su altri? Insomma sul 16 normale funzionerà sta traduzione? E ancora, se il nodo europeo dovesse essere sciolto prima della disponibilità della traduzione in e dall’italiano, potremo almeno usare il servizio nelle lingue supportate?
È necessario un iPhone compatible con Apple Intelligence, quindi dall’iPhone 15 Pro in poi, inluso ovviamente l’iPhone 16. Tra le lingue supportare non c’è ancora l’italiano, solo quelle elencate nell’articolo.