SPIDER-LAB: A19 Pro, piccoli passi per la CPU, rivoluzione grafica per la GPU

Il debutto dell’iPhone 17 Pro Max con il nuovo chip A19 Pro offre uno sguardo privilegiato sull’evoluzione di Apple Silicon. Lo SPIDER-LAB ha messo alla prova il dispositivo con i benchmark di Geekbench 6, confermando un quadro fatto di progressi selettivi: piccoli passi avanti sul fronte CPU, ma un balzo epocale sul versante GPU.
Sul piano del processore, il salto generazionale appare ridotto rispetto al passato: i test hanno registrato solo un +3% in single-core, il guadagno più basso degli ultimi anni, mentre il multi-core cresce del 9%. Snell sottolinea come la differenza sia dovuta soprattutto ai quattro core “efficiency”, che negli ultimi anni hanno ricevuto attenzioni particolari da parte di Apple. Più veloci ed efficaci, permettono di svolgere gran parte dei compiti quotidiani senza attivare i due core ad alte prestazioni, a vantaggio di consumi e autonomia, pur restando invisibili in gran parte dei test sintetici.
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Se la CPU non sorprende, la GPU fa segnare la crescita più significativa degli ultimi sei cicli evolutivi. L’A19 Pro raggiunge punteggi di Geekbench Compute superiori del 65% rispetto all’A17 Pro, pur mantenendo lo stesso numero di core. Si tratta di un progresso che, secondo Snell, rafforza la posizione di Apple nelle prestazioni grafiche e apre nuove possibilità per il gaming e le applicazioni legate all’intelligenza artificiale, grazie anche all’aggiunta di acceleratori AI e al potenziamento del Neural Engine.

Guardando avanti, l’A19 Pro sembra delineare la traiettoria del prossimo chip M5: una CPU più efficiente, una GPU radicalmente più potente e una forte spinta verso l’elaborazione AI. Snell ipotizza inoltre che un MacBook economico basato su un processore A-series non sia affatto improbabile: già oggi l’A18 Pro o l’A19 Pro riuscirebbero a tenere testa all’M3 in single-core e a superare l’M1 in multi-core e GPU.
Per Apple, la strategia resta quella di alternare i campi di innovazione: un anno è la GPU, un altro la CPU o il Neural Engine. Il risultato non è sempre un salto uniforme in tutte le aree, ma un progresso costante e calibrato che, generazione dopo generazione, ridefinisce l’equilibrio tra potenza e efficienza nei suoi dispositivi.

