Accadde oggi: iCloud pone fine alla strategia dell’hub digitale di Steve Jobs

12 ottobre 2011 Apple lancia iCloud, un servizio che consente di archiviare automaticamente e in modalità wireless i contenuti, di sincronizzarli su vari dispositivi, e contemporaneamente segna anche la fine della strategia dell’ “hub digitale” lanciata da Steve Jobs all’inizio degli anni 2000.
Era stato lo stesso Jobs ad annunciare la “rivoluzione iCloud” durante il Keynote della conferenza Worldwide Developers Conference del 2011, ma il lancio del servizio arriverà poco dopo la sua morte.
iCloud ha sostanzialmente sostituito la visione di Jobs dell’hub digitale, che si concentrava sul Mac per centralizzare i file multimediali dei vari dispositivi Apple, e di sincronizzarli tra loro. Questa strategia ha funzionato egregiamente per quasi 10 anni, ma le cose sono iniziate a cambiare con il lancio dell’iPhone nel 2007, che non era una semplice periferica da collegare al Mac, ma un dispositivo costantemente connesso a Internet che, per molti utenti, sostituiva la necessità di avere un computer.

Dopo il lancio del primo iPhone, la visione di Jobs per un hub digitale ha lasciato il posto a uno basato sul cloud computing. Il primo tentativo di Apple è arrivato nel 2008 con MobileMe, che per $ 99 all’anno archiviava rubriche, documenti, immagini e altro nel cloud e quindi li sincronizzava con altri dispositivi. Sfortunatamente, MobileMe si è rivelato incredibilmente inaffidabile.
“Qualcuno può dirmi cosa dovrebbe fare MobileMe?” Jobs chiese al team responsabile. Quando ha ricevuto le risposte, ha risposto, “Allora perché non lo fa?”
Dal momento che MobileMe “ha offuscato la reputazione di Apple “, Jobs cancellò il servizio affidando a Eddy Cue, che già allora era soprannominato “Mr fixit”, la responsabilità di sovrintendere alla totalità dei contenuti Internet di Apple.

iCloud è emerso dalle ceneri di MobileMe. Jobs nel presentarlo spiegò che il cloud era visto dalle persone come un grande disco rigido nel cielo da utilizzare per archiviare e copiare file. Invece iCloud era molto di più grazie alla sincronizzazione tra dispositivi.

“iCloud è il modo più semplice per gestire i tuoi contenuti, perché iCloud fa tutto per te e va ben oltre qualsiasi cosa disponibile oggi”, spiegò Cue in una dichiarazione al lancio del servizio. “Non devi pensare alla sincronizzazione dei tuoi dispositivi, perché avviene automaticamente ed è gratuito.”
Fino a oggi iCloud ha riscosso un discreto successo, ma anche diverse critiche, probabilmente non è un fiore all’occhiello di Apple come per altri servizi, anche se è certamente migliore di MobileMe.
Proprio come Siri – l’altro progetto preferito di Jobs durante l’ultimo anno di vita – iCloud gioca un ruolo sempre più importante nei piani attuali di Apple


6 commenti
ho iCloud e lo trovo utile… solo che è un pò macchinoso accedere alla nuvola su dispositivi non Apple, anche se esiste il “programmino” per Windows, in più dobbiamo fare i conti in Italia con una rete internet non a livello dei Paesi più sviluppati (vedi digital divide) che rende sempre lungo l’accesso e l’archiviazione dei contenuti.
Adoro iCloud, è uno dei motivi per cui acquisto sempre Apple. Lo uso con soddisfazione dal 2011 sincronizzando tutti i miei dispositivi. Mi ha semplificato tantissimo la vita, per me è uno di quegli strumenti indispensabili che non ti accorgi di avere fino a quando ti mancano. L’evoluzione che ha avuto sotto Tim Cook è stata spaventosa e ha portato a migliorare un servizio che, quando è stato concepito, non era proprio perfetto.
iCloud funziona benissimo se possiedi Mac iPad iPhone recenti tutti associati a macOS ultima o penultima versione. Se nella tua catena di device hai un Mac vecchio dove gira un Os di alcuni anni fa che non puoi più upgradare allora escono fuori problemi
Ciao Stefano,
Vorrei sottoporre alla tua attenzione un passo dell’articolo, dove dici “Jobs nel presentarlo descrisse iCloud come un grande disco rigido nel cielo”.
Potrei sbagliarmi, ma, che io ricordi, durante la presentazione di iCloud, Jobs, più o meno, disse che, riferendosi a Dropbox (che secondo rumors dell’epoca Apple tentò di acquistare), il cloud non era un disco rigido nel cielo come alcuni pensavano. Ed evidenziò quella frase con un po’ di sarcasmo.
Per celebrare la ricorrenza mi riguarderò quella parte del Keynote 🙂
Buona giornata,
Stefano
Ciao omonimo,
l’ho specificato meglio nell’articolo, esattamente Jobs disse “Alcune persone pensano che il cloud sia solo un disco rigido nel cielo” in cui archiviare file usando Dropbox o Idis e poi copiarli sui vari dispositivi, e poi aggiunse “Pensiamo che sia molto di più di questo e lo chiamiamo iCloud” quindi spiegò la sincronizzazione wireless push. 👍🕸
Ciao, per me però è assolutamente un dato di fatto che, per la condivisione e sincronizzazione immediata di files e/o cartelle, dropbox sia molto più affidabile di iCloud