OpenAI blocca i deepfake di Martin Luther King su Sora dopo le proteste della famiglia

Una foto reale, e non generata dall’intelligenza artificiale, di Martin Luther King, Jr
OpenAI ha annunciato la sospensione dei deepfake di Martin Luther King Jr. sulla sua piattaforma sociale Sora in seguito a una serie di video ritenuti “irrispettosi” che utilizzavano l’immagine del celebre attivista. La decisione è arrivata dopo le lamentele dell’erede Bernice King e della King Estate, che hanno chiesto pubblicamente di porre fine alla diffusione di contenuti generati dall’intelligenza artificiale con le sembianze del padre.
OpenAI ha dichiarato di aver “messo in pausa” la generazione di contenuti raffiguranti King, impegnandosi a rafforzare i meccanismi di sicurezza legati all’uso di personaggi storici sulla piattaforma e ha inoltre introdotto una nuova politica che consente ai rappresentanti ufficiali o agli eredi di figure storiche e celebrità decedute di scegliere se consentire o meno l’uso della loro immagine su Sora. OpenAI ha riconosciuto che, pur esistendo un interesse pubblico e di libera espressione nella rappresentazione di personaggi storici, le famiglie o gli eredi devono poter avere l’ultima parola su come le loro sembianze vengano impiegate.
La scelta di OpenAI ricorda quella adottata in precedenza sul fronte del copyright, quando la piattaforma aveva dovuto abbandonare un approccio “opt-out” a favore di un sistema “opt-in” dopo una valanga di polemiche per l’uso di personaggi protetti da diritto d’autore come Pikachu o SpongeBob. In quel caso, la società aveva subito una battuta d’arresto simile a quella attuale, evidenziando la difficoltà nel gestire il confine tra creatività digitale e diritti di immagine.
Negli Stati Uniti non esiste ancora una normativa federale specifica per la tutela dell’immagine delle persone, ma diverse leggi statali permettono di agire legalmente contro l’uso non autorizzato dell’immagine di individui viventi, e in alcuni casi anche defunti. In California, dove ha sede OpenAI, le norme riconoscono esplicitamente il diritto postumo alla privacy per le repliche digitali di artisti e performer. Per gli individui viventi, invece, Sora ha fin dall’inizio previsto un sistema di consenso esplicito che consente solo a chi lo desidera di apparire in video generati dall’intelligenza artificiale.

