Il chip M5 di Apple sfida i limiti: potenza da Mac Studio in un portatile da 1.849 €
M5 vs M1 ultra in GB6 pic.twitter.com/Y2EWSFZnJe
— INIYSA (@lafaiel)
Apple ha presentato la settimana scorsa tre nuovi prodotti equipaggiati con il chip M5, costruito sul processo produttivo a 3 nanometri di terza generazione.
Per ora il nuovo processore è disponibile solo nel MacBook Pro da 14 pollici, ma i primi risultati dei benchmark lasciano intendere un salto prestazionale di grande rilievo. Il chip M5, nella sua versione base, integra quattro core ad alte prestazioni e sei core ad alta efficienza, replicando la configurazione dell’M4, ma con una spinta significativa in termini di velocità e ottimizzazione.
Non esistono ancora le varianti M5 Pro, Max o Ultra, ma le prime analisi mostrano che l’M5 base riesce quasi a eguagliare le prestazioni del chip M1 Ultra del 2022, che richiedeva un Mac Studio da 4.419 €, restando appena il 6% indietro nei test multi-core di Geekbench 6. Il nuovo processore tiene testa anche al chip M3 Max, con uno scarto di soli cinque punti percentuali rispetto al suo punteggio multi-core di 18.933.
È un risultato che dimostra come Apple Silicon continui a ridefinire i confini tra efficienza e potenza: prestazioni che fino a poco tempo fa erano riservate a macchine professionali di fascia alta sono ora accessibili in un portatile dal prezzo di partenza di 1.849 €. Secondo la roadmap abituale di Cupertino, l’M5 farà presto il suo debutto anche su modelli più economici, come il MacBook Air da 999 dollari e il Mac mini da 599, rendendo la potenza di fascia alta uno standard diffuso nell’ecosistema Mac.

