Tempesta interna in Apple: fuga di cervelli e caos nella divisione AI mettono a rischio il futuro di Siri

John Giannandrea e Craig Federighi, due dirigenti che supervisionano gli sforzi di Apple nel campo di Siri e dell’intelligenza artificiale.
Dopo anni di promesse e ritardi, l’intelligenza artificiale di Apple sembra sprofondare in una crisi strutturale, lo rivela Marg Gurman, cosiderato l’ufficio stampa ombra di Cupertino per via delle sue anticipazioni su prodotti Apple non ancora presentati.
Le difficoltà di Siri hanno scatenato un’emorragia di talenti all’interno della divisione AI, culminata nella perdita di figure chiave del team Apple Foundation Models, responsabile della creazione dei modelli di base. Dopo l’addio del fondatore del gruppo e di una decina di ricercatori di punta, anche diversi dirigenti senior hanno deciso di abbandonare Cupertino. Tra questi spicca Ke Yang, a capo del team Answers, Knowledge and Information (AKI), partito per Meta dopo poche settimane dall’assunzione, a seguito del licenziamento del suo predecessore Robby Walker. La rapidità con cui si sono succeduti i vertici è diventata motivo di imbarazzo per Apple, aggravando il senso di instabilità interna, riporta Gurman.
All’orizzonte si profilano ulteriori dimissioni, soprattutto se la nuova versione di Siri, attesa con iOS 26.4 nella prossima primavera, non sarà all’altezza delle aspettative. Le prime prove interne lasciano già emergere dubbi sulle reali capacità dell’assistente aggiornato. In questo clima di incertezza, cresce anche l’interrogativo sul destino di John Giannandrea, vicepresidente senior dell’intelligenza artificiale e figura centrale della strategia AI dal 2018. Giannandrea ha visto progressivamente ridimensionarsi le sue responsabilità, con Siri trasferita al reparto software e la robotica passata all’hardware, mentre Apple intervista candidati esterni per sostituirlo. Al suo posto, Craig Federighi e Mike Rockwell stanno assumendo ruoli sempre più importanti nella definizione della visione AI dell’azienda.

