Accadde oggi: Apple valuta di aprire internet cafè in tutto il mondo

12 novembre 1996 Apple valuta la possibilità di entrare nel settore della ristorazione aprendo una catena di Internet Cafè con un sistema di punti vendita touchscreen.
Un po’ come i futuri negozi al dettaglio Apple – ma senza i Mac e gli iPhone in vendita – i ristoranti della mela morsicata sarebbero dovuti essere aperti nelle principali città di tutto il mondo. Il primo, secondo i piani di Apple, doveva essere un ristorante di 1.400 metri quadrati a Los Angeles, che sarebbe dovuto essere inaugurato per il 1997.
Il partner di Apple era la società londinese Mega Bytes International BVI, e l’ex fondatore di Disney Imagineer e Landmark Entertainment Group, Tony Christopher, era stato incaricato di occuparsi del design degli Apple Internet Cafè (le immagini allegate sono state condivise dallo stesso Christopher alcuni anni dopo).

Fondamentalmente, il progetto era quello di creare una catena di cyberCafè di alto profilo, e l’idea non era neppure sbagliata per l’epoca, dal momento che solo il 23% degli americani aveva Internet a casa, e ristoranti a tema come Planet Hollywood stavano riscuotendo un enorme successo.
Gli Apple Cafè in stile retrò erano stati progettati per 250 posti a sedere, e i clienti avrebbero potuto collegarsi a Internet, accedere a CD-ROM ed effettuare videoconferenze in stile FaceTime tra i tavoli. I piccoli negozi all’interno dei ristoranti avrebbero venduto hardware e software Apple.

Dopo Los Angeles, Apple aveva intenzione di aprire i suoi “Internet Cafè” anche a Londra, Parigi, New York, Tokyo e Sydney.
Prima di Apple, un’altra azienda tecnologica aveva tentato la via della ristorazione: Atari. Il suo leggendario ed eccentrico fondatore, Nolan Bushnell, aveva creato a partire dal 1977 la catena Chuck E. Cheese’s, un connubio tra cibo, intrattenimento animato e una sala giochi per videogame al coperto.
Come molti altri progetti della metà degli anni ’90 di Apple, anche gli Internet Cafè furono abbandonati.
L’anno successivo, il cofondatore di Apple, Steve Jobs, tornò a Cupertino e saggiamente semplificò tutti i progetti collaterali concentrando tutti gli sforzi a favore di prodotti come il colorato iMac G3.



4 Comments
Un’altra azienda teologica 😆
🤦🏼♂️ ooops… ho corretto grazie 🕸
Peccato però.. io ci sarei andato molto volentieri e ci avrei lavorato con il mio Mac con grande piacere e soddisfazione.
Che ricordi gli Internet Cafe… un tempo erano molto utili, specialmente in viaggio. Oggi, con gli smartphone e il wifi ovunque, sono anacronistici.