ChatGPT cambia tutto: così la nuova voce anticipa il futuro di Siri
You can now use ChatGPT Voice right inside chat—no separate mode needed.
You can talk, watch answers appear, review earlier messages, and see visuals like images or maps in real time.
Rolling out to all users on mobile and web. Just update your app. pic.twitter.com/emXjNpn45w
— OpenAI (@OpenAI) November 25, 2025
Il più recente aggiornamento vocale di ChatGPT ha trasformato radicalmente l’interazione con la chatbot, dimostrando quanto una perfetta integrazione tra voce, testo e immagini possa ridefinire l’esperienza d’uso. In origine ChatGPT era solo testuale, poi l’aggiunta della voce aveva reso l’AI più naturale e veloce da utilizzare, pur costringendo gli utenti a passare manualmente da un’interfaccia vocale a una testuale per completare determinate operazioni, come la generazione di immagini. Le due modalità apparivano quasi come modelli separati, creando una frattura nell’esperienza.
Il nuovo aggiornamento elimina questa distinzione, permettendo di parlare all’IA mentre le risposte compaiono in tempo reale e mostrando elementi visuali senza cambiare modalità. Questa integrazione totale, che oggi OpenAI sta perfezionando tra risultati eccellenti e qualche incertezza tecnica, rappresenta anche la direzione obbligata per il nuovo Siri. Per mantenere le promesse annunciate, l’assistente Apple dovrà combinare comandi vocali, manipolazione di testo e immagini e un’interazione intelligente con le app installate, arrivando a eseguire compiti complessi come prenotazioni o ricerche contestuali.
Resta il dubbio sulla capacità di Apple di sviluppare internamente un sistema così avanzato nei tempi previsti. È possibile che Cupertino debba appoggiarsi ad altri come OpenAI o Google, purché vengano mantenute le tutele sulla privacy già applicate nella soluzione di ricerva ChatGPT, che impedisce l’uso dei dati per addestrare modelli esterni. La sfida sarà anche rispettare le tempistiche: il prossimo anno rappresenta il limite massimo tollerabile per l’arrivo della nuova Siri, indipendentemente dal motore di intelligenza artificiale che Apple deciderà di adottare sotto il cofano.


1 commenti
Credo che per tutta una serie di ragioni (capacità di gestire grossi carichi di richieste, rapporto d’affari, Google è un partner storico, modello “white label”, ecc…) Apple alla fine sceglierà Gemini come AI di “appoggio” per SIRI. Vedremo.