India fa marcia indietro sull’app obbligatoria per iPhone, ma Apple resta ferma: scontro aperto sulla privacy

L’India corregge il tiro sull’obbligo di preinstallare Sanchar Saathi, l’app statale concepita per segnalare furti di smartphone, bloccare l’IMEI e denunciare numeri usati per spam o truffe.
Dopo le polemiche suscitate dal requisito che la app fosse non eliminabile, il Governo ha precisato che gli utenti potranno disinstallarla, pur mantenendo in vigore l’obbligo per i produttori di inserirla nei nuovi dispositivi o installarla automaticamente via aggiornamento.
La retromarcia, però, non modifica la posizione di Apple, che secondo fonti interne rifiuta il mandato perché contrario alle sue linee globali e potenzialmente dannoso per la privacy e la sicurezza dell’ecosistema iOS.
L’impasse arriva in un momento cruciale, con l’India che assume un ruolo strategico per Apple sia come hub produttivo alternativo alla Cina sia come mercato in rapida crescita, e si somma alla tensione già presente per una possibile maxi-sanzione antitrust da 38 miliardi di dollari. Resta ora da capire se il governo o la stessa Apple decideranno di irrigidire le proprie posizioni sul piano operativo.
Nel frattempo Google non ha ancora preso posizione, ignorando le richieste di commento dei media e lasciando in sospeso le proprie intenzioni rispetto al mandato.

