Accadde oggi: Apple si allea con Bandai e lancia la console giochi PiP PiN
13 dicembre 1994 A metà degli anni ’90 Apple era in crisi, e per fronteggiare il calo di vendite dei Macintosh decise di diversificare la sua offerta puntando sulla vendita delle licenze software e hardware del Mac per la creazione di una console giochi. I vertici di Cupertino scelsero un partner di primissimo livello, i giapponesi di Bandai, che all’epoca erano il maggiore produttore di giocattoli grazie anche al grande successo della linea Power Rangers.

Apple decise di chiamare la sua console giochi PiP P!N (con un punto esclamativo al posto della seconda “i”), un nome all’insegna della “tradizione”, visto che Newtown Pippin è un tipo di mela coltivato in America. La console aveva un processore PowerPC 603 a 66 MHz, lo stesso utilizzato sui Power Mac o Performa di fascia bassa dello stesso periodo, 5MB di RAM espandibile a 16MB, in più era dotata di CD-ROM 4X, una rivoluzione per l’epoca dal momento che le console usavano le “cartucce”.

PiP PiN aveva varie periferiche specifiche, ma poteva anche utilizzare alcune per i Macintosh (tra cui le stampanti), disponeva di slot di espansione, porte seriali e due porte ADB “rinforzate” per i controller AppleJack, due pad a forma di mezzaluna con una trackball e vari pulsanti. Bandai produsse la console di gioco sostenendo tutto il peso dei costi associati.

PiP PiN utilizzava una versione adattata del System 7.5.2, che non era preinstallato sulla console, ma era incluso su ogni CD, in più offriva alcune funzionalità di un computer, come la possibilità di collegarsi a Internet con un browser.
Tutto sulla carta sembrava dovesse funzionare, anche per quanto riguarda il prezzo di $599, infatti anche se PiP PiN era nata come una console giochi, per le specifiche hardware e software si poteva considerare a tutti gli effetti un piccolo Macintosh, più precisamente un network computer, infatti a metà degli anni ’90 il Macintosh SE/30, ad esempio, costava ben $4.369.

Sfortunatamente, dieci giorni prima del debutto di PiP PiN, Sony lanciò la sua PlayStation al prezzo di $299. In più, la console giochi di Apple aveva un difetto enorme: l’unico produttore di videogame era Bandai dal momento che le grandi case di videogiochi la snobbarono. Al momento del lancio, i videogame erano appena 22 tra cui “Web Browser”, che difficilmente qualcuno avrebbe utilizzato perchè il modem incluso era a 14.4 kb/s, che impiegava una eternità a caricare una pagina Web, tra l’altro utilizzando un televisore con una risoluzione scarsissima.
L’idea di Apple di diversificare la sua offerta con una console giochi era buona, anche se può sembrare strano oggi, l’azienda godeva di un’ottima reputazione in questo settore grazie all’Apple II, che negli anni ’80 era utilizzato prevalentemente proprio per i videogame.
La sfortuna di Apple fu quella di entrare nel mercato dei videogame esattamente quando debuttò la prima generazione di console esplicitamente pensate per la grafica tridimensionale, e PiP PiN aveva tutti i limiti tipici di un scheda grafica di un computer che non era in grado di competere con i chip custom sviluppati da Sony, Sega o Nintendo.
PiP PiN venne abbandonata poco tempo dopo per via dello scarso interesse del pubblico: Bandai produsse 100.000 pezzi, riuscendo a venderne solo 42.000, Apple guadagnò circa $20 a console e $1 per i giochi. La produzione cessò nel 1997.




3 commenti
Pin Pin, Pin Pong, Ten Ten – ma era Pippin! Tra l’altro pippin vuol anche dire mela renetta
Sei caduto nella mia trappola caro Alessio… l’ho fatto apposta in modo da chiederti se mi puoi inviare qualche buona foto del modello nero che hai al Tuo museo AllAboutApple, in Rete non se ne trovano. Possibilmente in formato RAW e senza riflesso della luce diretta, grazie 😉
Ma non penso che il flop dipese dalla Playstation, all’epoca comunque c’era il Nintendo 64 che non è decollato ma sicuramente aveva titoli imbattibili come Mario.