Apple TV apre a Google Cast su Android: lo streaming sul televisore diventa più semplice, ma restano i limiti

Con l’ultimo aggiornamento, per gli utenti Android diventa finalmente più semplice guardare i contenuti di Apple TV direttamente sul televisore grazie all’introduzione del supporto a Google Cast. Si tratta di una funzione chiave che mancava dall’arrivo dell’app su Android, lanciata all’inizio dell’anno, e che ora consente di trasmettere film e serie TV dal telefono a gran parte delle smart TV compatibili e ai dispositivi Chromecast. Nonostante il passo avanti, l’integrazione resta parziale: Google Cast è disponibile esclusivamente nella versione Android dell’app Apple TV e non su iOS, mentre l’app per Android continua a non supportare AirPlay, mantenendo una netta separazione tra i due ecosistemi.
L’arrivo di Google Cast assume un peso ancora maggiore nel panorama dello streaming delle ultime settimane. Solo di recente, infatti, Netflix ha deciso di rimuovere il supporto al casting diretto dagli smartphone verso molte smart TV, spingendo gli utenti a utilizzare esclusivamente le app integrate nei televisori. In questo scenario, Apple compie una mossa opposta, colmando una lacuna importante della propria applicazione Android e migliorando l’esperienza di visione per chi preferisce avviare la riproduzione dal telefono.
Per utilizzare la nuova funzione è necessario aggiornare l’app Apple TV alla versione 2.2. Una volta installata, il pulsante di Google Cast compare in alto a destra nella schermata di riproduzione, accanto al comando di disattivazione dell’audio, ed è disponibile anche nella schermata di pausa durante la visione dei contenuti. Da lì è possibile trasmettere, ad esempio, un episodio di The Morning Show direttamente sul televisore in pochi tocchi.
Il supporto a Google Cast rappresenta quindi un’aggiunta fondamentale per l’app Apple TV su Android, ma evidenzia anche come l’esperienza resti diversa e non del tutto simmetrica rispetto a quella su iOS. Apple amplia l’accessibilità dei propri contenuti, ma continua a mantenere confini ben definiti tra le piattaforme.

