Accadde oggi: C’è post@ per te
18 dicembre 1998 Nei cinema americani esce il film You’ve Got Mail (C’è posta per te) con Tom Hanks e Meg Ryan. Sebbene sia più famoso per essere una commedia romantica, il film è importante per i numerosi simbolismi tecnologici, a partire dal titolo che si ispirava all’avviso utilizzato da AOL per segnalare l’arrivo di una nuova e-mail.
Anche se in Italia non era ancora così diffuso internet, il film rifletteva quanto velocemente fosse diventato popolare in America, e come le e-mail potevano essere un mezzo per conoscersi dando il via agli “appuntamenti online”.
All’epoca, AOL era il volto di Internet negli Stati Uniti e poco dopo diede vita a una delle società di media più grande del mondo con l’acquisizione di Warner Brothers Time Warner.

Ma il film includeva anche altri simbolismi tecnologi, ad esempio il personaggio interpretato da Tom Hank, un uomo d’affari, usava un PC-Windows, mentre quello di Meg Ryan, la proprietaria di una piccola libreria, adoperava un Macintosh Powerbook.
Nel 1998 era opinione comune che i PC Windows fossero per le aziende, e i computer Macintosh per le persone “creative”. Poi, poco dopo, Steve Jobs presentò l’iPod e Apple ri-rivoluzionò l’industria tecnologica negli anni 2000. Apple è ora il volto consumatore della tecnologia, mentre Windows è considerato una vecchia tecnologia anche tra gli uomini d’affari.
Infine, la sottotrama del film evidenziava la lotta delle piccole imprese contro l’espansione delle grandi catene. Eppure, nell’arco di circa dieci anni dall’uscita del film, le grandi librerie erano sulla difensiva contro le start-up che facevano affari su Internet come Amazon, che nel 1998 dopo 3 anni di attività era una strat-up in perdita.
L’ascesa dei social media ora offre alle piccole aziende la possibilità di emergere efficacemente nel mercato rivolgendosi direttamente alla loro base di clienti, riuscendo così a competere con le grandi aziende. Tutto questo in un tempo relativamente breve dopo che C’è posta per te ha contribuito a pubblicizzare il binomio internet e computer.



4 commenti
Nonostante io sia da tempo convinto sostenitore dell’uso dei prodotti Apple, non mi sembra corretto affermare che Windows sia da considerarsi vecchia tecnologia anche tra uomini d’affari. È certamente vero che i MacBook costituiscono spesso più uno status symbol che l’espressione di una scelta tra filosofie diverse. Ho appena letto le recensioni di alcuni thinkpad, prodotti davvero notevoli da molti punti di vista e non credo che vengano scelti da gente che non sa quel che fa.
Non è una questione di correttezza o meno, ma di percezione, d’immagine. Come nel 1988 i PC-Windows erano considerati dispositivi per gli utenti aziendali, e i Mac per i creativi (e non è che i Mac di allora non potevano fare le stesse cose dei PC-Windows in ambito aziendale), oggi Microsoft è considerata una azienda “vecchia”.
Più che vecchia la definirei una società senza estro e creatività che però il suo lo ha fatto: ha informatizzato le fasce basse della popolazione. I suoi assemblati li portavi a casa con 5-600 mila lire mentre l’LC che era il minimo sindacali x i Mac costava 2 milioni di lire. Ovviamente i PC erano indietro 10 anni ai Mac ma erano indirizzati a utenti diversi: Bagnetti a Roma sembrava quasi una boutique di lusso per i prezzi dei Mac e per la clientela mentre da Emilio a Trastevere si vendevano hard disk e memorie come dall’alimentari. Ora Microsoft campa di rendita perché scalzata da Google che è più aggressiva mentre la Apple è, e rimane, l’azienda ancora un po’ snob ma che indica quasi sempre la strada agli altri. Grande Steve (ma anche Tim) e grande Apple!
concordo con questa visione 😉