Accadde oggi: Apple presenta il Power Mac G3 Blue and White

5 gennaio 1999 Apple presenta il rinnovato Power Mac G3 minitower, soprannominato “Blue and White G3” o “Smurf Tower”, per differenziarlo dal modello beige precedente. Il nuovo computer rappresentava un passo avanti significativo rispetto ai precedenti design di Apple, abbracciando lo stile trasparente e colorato che aveva reso iconico l’iMac G3. Nonostante la forte domanda, il Blue and White G3 rimase sul mercato per un periodo relativamente breve, venendo sostituito nell’agosto dello stesso anno dal più avanzato e sobrio Power Mac G4.
Il Power Mac G3 beige originale era stato introdotto nel novembre 1997, poco dopo la celebre campagna pubblicitaria “Think Different” di Apple. Fu il primo Mac a utilizzare il processore PowerPC G3, che offriva prestazioni avanzate rispetto ai precedenti modelli. Questo processore, sviluppato in collaborazione con IBM e Motorola, garantiva velocità e ottimizzazione nel calcolo, rendendo la serie estremamente popolare tra professionisti e utenti avanzati. Entro la metà del 1998, Apple ne aveva venduto 750.000 unità, consolidando il successo della linea.
Con il debutto dell’iMac G3 nel 1998, Steve Jobs e Jony Ive ritennero necessario aggiornare il design del Power Mac per allinearlo alla nuova estetica del marchio. Questo nuovo linguaggio di design, caratterizzato da colori vivaci e trasparenze plastiche, era stato accolto con entusiasmo dal pubblico e si rifletteva anche in altri prodotti, come l’iBook G3. Durante l’evento Macworld, in cui Jobs presentò il nuovo Power Mac G3, vennero annunciati anche cinque nuovi colori per l’iMac, sottolineando la coerenza stilistica di Apple.

Il Power Mac G3 Blue and White si distingueva non solo per il suo aspetto, ma anche per l’innovazione tecnica. La sua struttura era progettata con una porta laterale incernierata e una chiusura a scomparsa, che permetteva un accesso rapido e facile ai componenti interni. Questa caratteristica rendeva il computer particolarmente comodo per aggiornamenti e manutenzioni, un aspetto importante per i professionisti. Inoltre, il case poteva essere aperto mentre il computer era in funzione, anche se per modifiche hardware era necessario spegnerlo.
Il progetto, noto internamente con i nomi in codice “Yosemite”, “El Capitan” e “Gossamer II”, introduceva una serie di miglioramenti tecnici significativi rispetto al modello beige. Era il primo computer Apple a integrare FireWire, una tecnologia di trasferimento dati ad alta velocità che giocò un ruolo fondamentale nella strategia digitale di Apple, centrata sulla creazione di un “digital hub” per foto, video e musica. FireWire fu così innovativo da valere ad Apple un premio Emmy per l’eccellenza tecnologica.
Il Blue and White G3 fu anche il primo Mac a supportare USB, sebbene mantenesse una porta ADB per garantire la compatibilità con periferiche più vecchie. Tuttavia, la mancanza di alcune caratteristiche tradizionali, come le porte seriali standard, un’unità floppy e una connessione SCSI integrata, suscitò controversie tra alcuni utenti affezionati alle vecchie tecnologie.

Dal punto di vista delle specifiche, il computer offriva configurazioni scalabili per soddisfare diverse esigenze. I prezzi partivano da 1.599 dollari per il modello base, ma potevano raggiungere quasi 5.000 dollari per le versioni server completamente equipaggiate. Questo rendeva il Blue and White G3 accessibile sia ai professionisti che ai consumatori con esigenze avanzate.
Ad aprile 1999, il modello ricevette un aggiornamento delle prestazioni, con processori più veloci e un hardware leggermente migliorato. Tuttavia, nonostante questi aggiornamenti, la sua vita sul mercato fu breve. Nell’agosto dello stesso anno, Apple lo sostituì con la linea Power Mac G4, che rappresentava un ulteriore balzo in avanti in termini di design e potenza. Nonostante la sua breve durata, il Blue and White G3 rimane un simbolo dell’era di rinascita di Apple, segnando una transizione fondamentale verso una nuova visione estetica e tecnologica.


10 commenti
g4 quicksilver in casa perfettamente funzionate ed ha lo stesso design incredibile
sono passati 20 anni ma sembra un’altra era: mi spiego a quei tempi, fortunatamente direi, l’iPhone, l’iPad o l’iPod erano al di là da venire e tutte le risorse erano riservate ai Mac e almeno un paio di volte l’anno uscivano modelli più nuovi, belli e performanti. Adesso la Apple sembra quasi ci faccia un piacere quando rinnova una linea di computer (il Mac Pro non lo ha mai ritoccato a parte qualche speed bump da poco) e si parla solo di quante fotocamere avrà l’iPhone XI! Hanno trovato una gallina dalle uova d’oro peccato che io la Apple l’amavo da prima e mi manca un po’ quel pathos che si creava quando presentavano il nuovo iMac a lampada o il Power Mac con raffreddamento a liquido! Insomma loro hanno più soldi ma a me hanno tolto un po’ di gusto nel seguire le sorti della mela mordicchiata.
Beh forse negli ultimi anni si…ma ora con l’M1 siamo di fronte ad un vero rinnovamento per il Mac!
Concordo
Quoto ogni singola parola che hai scritto.
mio “compagno” di lavoro per 6 anni!
Guardo il triste parallelepipedo grigio che ho sotto la mia scrivania (lato oscuro, Pc dell’azienda) e mi rendo conto di quanto fossero avanti questi signori 20 anni fa. Sono diventato utente Mac dal gennaio 2017, non credo lo abbandonerò più, ne apprezzo le funzionalità, la filosofia di utilizzo, ma confesso che, anche l’estetica, seppur in piccola percentuale, ha influito sulla mia decisione di acquistare il mio MacBook Pro 2016. L’occhio vuole la sua parte, è bello sfoggiare un Mac come fosse un cappotto elegante.
Vero in casa ho ancora un g4 a 1,42Gh e doppio processore va ancora con il monitor da 17”
Ho ancora il Blue and White G3, quello intermedio a 400 MHz , funzionante, che ho tenuto per qualche anno prima di passare al G4 doppio processore. Per l’epoca era abbastanza veloce.
bella macchina con cui ho lavorato per ben 7 anni. Ma…quanta pazienza e tempo occorreva per dei rendering (quasi decenti) di progetti architettonici…😊