Accadde oggi: i conti di Apple tornano in nero

6 gennaio 1998 Steve Jobs sorprende il pubblico intervenuto al MacWorld Expo di San Francisco annunciando che i conti di Apple sono tornati a essere in nero, non sono più in rosso. Se adesso questa situazione può sembrare scontata – oggi Cupertino ha più liquidità di cassa del Governo americano o di tutte le Banche europee messe insieme – non lo era invece agli inizi del 1998.
Infatti, Jobs era appena tornato alla guida della sua azienda come iCEO (CEO ad interim) trovando una situazione finanziaria sull’orlo del fallimento. Tuttavia, alla fine del 1997 una serie di scelte coraggiose fatte da Jobs avevano permesso ad Apple di far quadrare i conti.
La prima fu di sospendere la produzione di numerosi dispositivi come il Newton e la fotocamera QuickTake, nonché ridurre il numero di modelli di Mac che spesso si differenziavano solo per il nome e l’imballaggio, tutte cose che incidevano negativamente sulle spese.
Steve Jobs chiese anche ai dirigenti di stringere la cintola riducendo stipendi e premi.
Non meno importante per le finanze di Cupertino fu il lancio del Power Macintosh beige con il processore G3 che “tostava” il Pentium II di Intel. Il computer riscosse un enorme successo (130.000 unità vendute contro le 80.000 inizialmente previste).
Infine, a luglio del 1997 ci fu il lancio di Mac OS 8, il primo importante aggiornamento dal rilascio del System 7 nel 1991. Mac OS 8 fu uno strepitoso successo commerciale. Al prezzo di $99, furono vendute 1,2 milioni di copie nelle prime due settimane di commercializzazione diventando così una voce di entrata importante del bilancio Apple in perdita. Mac OS 8 è stato il prodotto software Apple di maggior successo in assoluto.

