Google Maps trasformato in un’arma per i furti

Per la maggior parte delle persone Google Maps serve per spostarsi o per esplorare il mondo dal divano di casa, ma in India una banda di ladri ha scoperto che può diventare anche uno strumento micidiale per pianificare furti ad alta precisione. Tutto è iniziato a settembre, quando tre criminali hanno capito che le immagini ad alta risoluzione di Street View permettono di osservare nel dettaglio abitazioni, ingressi, strade e dintorni senza mai mettere piede sul posto, evitando di farsi vedere o riconoscere. Grazie a Google Maps, il trio poteva studiare i bersagli, valutare le vie di fuga e organizzare ogni colpo in modo meticoloso senza lasciare tracce della propria presenza fisica.
Il primo furto è avvenuto il 19 settembre e, secondo la polizia indiana, la banda si è spostata rapidamente da uno Stato all’altro per evitare di essere catturata, continuando a usare sempre lo stesso metodo di pianificazione digitale. La loro attività è andata avanti per mesi finché non sono stati identificati dopo aver fatto irruzione in una casa dotata di telecamere di sorveglianza. Le indagini hanno rivelato che lo stesso gruppo era responsabile di almeno sei rapine simili, durante le quali erano stati sottratti denaro e oggetti di valore come oro e gioielli.
Il caso ha acceso nuovamente i riflettori su un problema sempre più evidente: le immagini dettagliate di Google Maps sono una lama a doppio taglio. Pensate per aiutare le persone a orientarsi e a esplorare il mondo, possono anche essere sfruttate per scopi criminali. Proprio per questo Google offre la possibilità di chiedere che la propria abitazione venga oscurata su Maps e Street View, anche se la decisione è definitiva e non reversibile. Volti delle persone e targhe delle auto vengono già sfocati automaticamente, ma le case no, a meno che il proprietario non presenti una richiesta esplicita. Per farlo bisogna individuare la propria abitazione in Street View, toccare “Segnala un problema” e specificare di essere il proprietario che desidera la sfocatura dell’edificio, con Google che può chiedere ulteriori informazioni per verificare l’identità.
Google non è l’unica piattaforma a offrire immagini a livello stradale. Apple Mappe propone una funzione simile chiamata Look Around, che utilizza riprese a 360 gradi realizzate da veicoli e operatori dotati di zaini con fotocamere. La qualità delle immagini è spesso considerata superiore a quella di Street View, anche se la copertura geografica è più limitata. Anche Apple consente ai proprietari di chiedere l’oscuramento delle proprie case, ma in questo caso la richiesta avviene contattando direttamente l’azienda e fornendo il link alle immagini da rimuovere, con una verifica dell’identità simile a quella di Google.
Quello emerso in India non è un caso isolato. All’inizio dell’anno un’altra banda aveva già sfruttato Google Maps in modo ancora più sofisticato, cercando su Street View abitazioni con porte facilmente visibili, analizzando le strade circostanti e persino consultando i dati sul traffico per pianificare la fuga senza restare bloccati in coda. In quell’occasione i criminali furono fermati solo dopo l’analisi delle immagini di oltre cento telecamere di sorveglianza. Google non ha mai commentato ufficialmente questi episodi, sottolineando implicitamente che Maps non è nato per simili usi, anche se viene piegato da chi ne scopre i lati oscuri.

L’unica vera difesa, secondo molti esperti, resta la richiesta di oscuramento delle abitazioni su Google Maps e Apple Mappe, anche se qualcuno teme l’effetto opposto, perché una casa sfocata potrebbe sembrare a sua volta sospetta, come se avesse qualcosa da nascondere. In un mondo sempre più mappato al centimetro, la linea tra utilità e rischio diventa ogni giorno più sottile.

