Apple prova a congelare il prezzo di iPhone 18 mentre esplode la crisi delle memorie

Apple farà il possibile per non aumentare il prezzo di partenza dell’iPhone 18, nonostante una crescente crisi mondiale delle memorie e l’aumento dei costi dei componenti. A riferirlo è l’analista della catena di approvvigionamento Ming-Chi Kuo (nella foto), secondo cui Cupertino intende “assorbire i costi” legati all’incremento dei prezzi della RAM, cercando di mantenere stabile il listino del prossimo modello di iPhone. Una strategia che punta a proteggere la domanda in un contesto di mercato sempre più complesso e competitivo.
Secondo Kuo, Apple ha modificato il proprio approccio alle trattative con i fornitori di memorie, passando da negoziazioni semestrali a incontri trimestrali. Questa maggiore frequenza riflette la volatilità del mercato e, sempre secondo l’analista, espone l’azienda al rischio concreto di nuovi aumenti già nel prossimo giro di contrattazioni. Nonostante ciò, Apple sarebbe determinata a non trasferire immediatamente questi costi sui consumatori.
Per compensare la pressione sui margini hardware, Apple farebbe leva sempre di più sul proprio business dei servizi, che include abbonamenti come Apple Music, iCloud, Apple TV+ e altre offerte digitali. Un segmento che continua a crescere e che rappresenta ormai una leva strategica fondamentale per bilanciare i costi crescenti della produzione.
La situazione, tuttavia, non riguarda solo la RAM. Kuo sottolinea come anche altri componenti non legati alle memorie stiano diventando più difficili da reperire, a causa delle priorità assegnate dai fornitori al settore dell’intelligenza artificiale, attualmente in forte espansione. Un esempio emblematico è il glass cloth, materiale utilizzato nei circuiti stampati e richiesto da colossi come Apple, Nvidia, AMD e Qualcomm, che sta affrontando un vero e proprio collo di bottiglia perché le aziende focalizzate sull’AI ne stanno assorbendo gran parte della disponibilità. In questo scenario, Apple si trova a dover navigare tra scarsità di risorse, costi in aumento e la necessità di mantenere competitivi i propri prodotti di punta.

