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Tim Cook rompe il silenzio su Minneapolis: “Serve de-escalation, l’America sia fedele ai suoi valori”

di Stefano Donadio | 28 Gennaio 2026
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  • Apple
  • Tim Cook
  • USA

 

In un memo interno inviato ai dipendenti Apple e ottenuto da Mark Gurman,  Tim Cook ha preso posizione sugli eventi avvenuti a Minneapolis, dove questo mese due persone sono state uccise da agenti federali dell’immigrazione. Cook si è detto “profondamente addolorato” per quanto accaduto e ha espresso vicinanza alle famiglie e alle comunità colpite, definendo il momento attuale come un passaggio che richiede de-escalation e un ritorno ai valori fondanti del Paese. Nel messaggio, il CEO ha sottolineato come l’America sia più forte quando tratta ogni individuo con dignità e rispetto, indipendentemente da chi sia o da dove provenga, ribadendo che l’attenzione ai diritti umani e all’umanità condivisa è un principio che Apple ha sempre sostenuto.

Cook ha anche rivelato di aver avuto in settimana una “buona conversazione” con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante la quale ha condiviso le proprie opinioni sugli eventi, senza tuttavia entrare nei dettagli del confronto. Nel memo, il CEO ha riconosciuto il peso emotivo della situazione e ha lodato l’empatia dimostrata dai team Apple, definendola una delle più grandi forze dell’azienda.

Sebbene Cook non abbia citato esplicitamente i singoli episodi, il suo intervento sembra riferirsi in particolare all’uccisione di Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva di 37 anni in servizio presso il Dipartimento per i Veterani degli Stati Uniti, colpito mortalmente da agenti federali dell’immigrazione nel corso di una manifestazione a Minneapolis sabato scorso. L’episodio ha suscitato un’ondata di indignazione pubblica a livello nazionale. A inizio gennaio, nella stessa città, anche la trentasettenne Renée Good era stata uccisa da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement.

La presa di posizione di Cook arriva in un contesto già carico di polemiche. Il CEO di Apple è stato infatti criticato per aver partecipato, poche ore dopo la morte di Pretti, a una proiezione privata alla Casa Bianca del documentario “Melania”, evento VIP giudicato da alcuni osservatori inopportuno per tempistica. Nonostante le critiche, Cook ha continuato a mantenere un rapporto di lavoro con il presidente Trump, che negli anni si è tradotto anche in gesti simbolici, come il regalo di una barra d’oro puro da 24 carati consegnata lo scorso anno.

20 commenti

  1. Ioannucci Massimo ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 11:22

    un po’ ipocrita parlare di deescalation quando ti sei legato mani e piedi con un pazzo razzista, nazista e tutto ciò che si può considerare il male assoluto. Cosa pensavl caro Tim che leccargli le terga avrebbe fatto diventare quell’essere più buono? Sei fuori tempo massimo e non sei più credibile.

    Rispondi
    • Ivan ha detto:
      28 Gennaio 2026 alle 12:19

      Ioannuci, hai un iPhone? È stato prodotto in Cina, sotto uno dei regimi più spietati al mondo, grazie ad accordi firmati da Steve Jobs. Se questo non ti scandalizza, davvero è surreale indignarsi perché Tim Cook è andato alla Casa Bianca a vedere un documentario su Melania.

      Rispondi
    • Genius ha detto:
      28 Gennaio 2026 alle 12:31

      “ti sei legato mani e piedi”

      Ti potresti spiegare meglio facendo degli esempi concreti?

      Rispondi
      • Ioannucci Massimo ha detto:
        28 Gennaio 2026 alle 14:12

        non è un umiliazione andare a vedere un documentario della moglie del capo? un capo che da dei terroristi locali a due persone che sono state uccise dai suoi sicari. un conto è l’economia globale e i suoi soprusi (nike e tutti gli altri che sfruttano la mano d’opera a basso prezzo) un conto avallare – magari suo malgrado solo per convenienza commerciale – un egocentrico che uccide i suoi concittadini anche se non direttamente. Se scendi a patti con il diavolo poi non ti puoi scandalizzare se si rivela… un diavolo! Sia chiaro sicuramente c’era tutto il gotha della silicon valley ma almeno – da quello che so – gli altri non si sono esposti pubblicamente per esprimere opinioni.

        Rispondi
        • Ivan ha detto:
          28 Gennaio 2026 alle 15:28

          Stai confondendo il dialogo istituzionale con la complicità morale. Partecipare a un evento ufficiale non significa avallare politiche o responsabilità personali.

          Rispondi
          • Ioannucci Massimo ha detto:
            28 Gennaio 2026 alle 17:30

            fermo restando che questa è solo una chiacchiera da bar e che viviamo tutti anche senza amare/odiare apple o chiunque altro, una cosa per me – e sottolineo per me – è evidente: il capitalismo è sempre esistito e non ha mai fatto opere di bene ma interessi personali solo che, mentre nel primo regno trump apple si era mantenuta equidistante, ora (per il bene della società?) è entrata nei fatti alla corte del re dispotico. E questo mi da mooolto fastidio considerando come questo coso tratta con disprezzo tutto il mondo, ma si sa: il denaro non ha odore!

            Rispondi
            • Stefano Donadio ha detto:
              28 Gennaio 2026 alle 18:52

              Durante il primo mandato, Trump fu aggressivo con i dazi solo contro la Cina e praticamente senza chiedere nulla ad Apple (si accontentò che i Mac Pro fossero assemblati in Texas)
              escluse dai dazi gli iPhone. Con il secondo mandato, invece, la politica dei dazi è stata molto più aggressiva e Trump ha affrontato frontalmente Apple, chiedendo che gli iPhone fossero addirittura prodotti negli Stati Uniti, cosa impossibile da fare.

              Più che un’adesione “alla corte”, io continuo a vederla come una scelta pragmatica: oggi Apple è molto più esposta di qualche anno fa su filiere, regolazione, dazi e geopolitica, e l’equidistanza pura è diventata difficile da sostenere. Non è una giustificazione morale, ma una spiegazione industriale.

              Rispondi
              • Ioannucci Massimo ha detto:
                28 Gennaio 2026 alle 20:11

                però per noi mac-lover fa strano vedere mamma Apple in balia degli umori di un pazzo egocentrico aterosclerico, Tim ha dovuto mettere i suoi valori sotto i piedi in nome della real politik.

                Rispondi
                • Stefano Donadio ha detto:
                  28 Gennaio 2026 alle 20:30

                  Ma è questa la parte del tuo discorso che non capisco: Apple ha dovuto trattare con Trump investendo negli Stati Uniti e partecipando a incontri istituzionali, ma non ha rinnegato i suoi valori, come i piani di inclusione a cui invece ha rinunciato Amazon cancellandoli.

                  Rispondi
  2. Ramiel ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 11:54

    questo al momento è il pensiero comune tra gli utenti Apple.
    Quando il CEO perde di credibilità è arrivato alla fine,
    peccato distruggere così tanti anni di servizio

    Rispondi
    • Stefano Donadio ha detto:
      28 Gennaio 2026 alle 12:24

      Curioso parlare di ‘pensiero comune’ quando dai tuoi commenti sul blog emerge che sei sempre contro Apple, qualsiasi sia l’argomento. Sei anche l’unico che devo moderare per il linguaggio, spesso aggressivo e oltre i limiti della buona educazione. Dire che il CEO o Apple hanno perso credibilità sembra più la tua ossessione ricorrente che un sentimento condiviso dalla maggioranza degli utenti Apple.

      Rispondi
      • Ramiel ha detto:
        28 Gennaio 2026 alle 12:48

        come ho già detto altre volte, è sufficiente andare su reddit, nella sub dedicata ad apple per accorgersi del mal contento comune.
        per quel che riguarda me, non è colpa mia se Apple come si muove pesta una melma, a partire dai software sino alla politica recente.
        spoiler: anche questo è un pensiero comune.
        spoiler2: dare del “Sinistroidi” rientea nell’atteggiamento aggressivo e ben oltre i limiti della buona educazione.

        Rispondi
        • Stefano Donadio ha detto:
          28 Gennaio 2026 alle 12:51

          Quindi il ‘pensiero comune’ si misura solo con quello che si legge su Reddit? Interessante. È singolare che tu trasformi ogni tua critica verso Apple in un’assoluta verità condivisa, ignorando la varietà di opinioni reali tra gli utenti. E ricorda: etichette aggressive e insulti non rafforzano le tue argomentazioni, anzi le rendono meno credibili agli occhi di chi legge.

          Rispondi
      • Bartolomeo ha detto:
        28 Gennaio 2026 alle 13:01

        È destino che ogni blog che si rispetti abbia il “suo” troll.

        Rispondi
        • Ramiel ha detto:
          28 Gennaio 2026 alle 13:04

          allora ultimamente questo sito ne deve avere diversi se avere un opinione diversa dal padrone vuol dire essere troll

          Rispondi
          • TES ha detto:
            28 Gennaio 2026 alle 13:09

            Seguo Spider-Mac da oltre vent’anni e avere un’opinione diversa non è mai stato un problema. Il punto è un altro: sei l’unico i cui commenti vengono moderati, e non per le idee espresse, ma per il linguaggio utilizzato, che troppo spesso supera i limiti della buona educazione, secondo quanto ha spiegato il “padrone”. Il confronto è sempre benvenuto, l’aggressività verbale no.

            Rispondi
            • Ramiel ha detto:
              28 Gennaio 2026 alle 13:21

              la voce del padrone, disco dell 81 di battiato.

              Rispondi
  3. Ramiel ha detto:
    28 Gennaio 2026 alle 12:59

    la sub apple ha un affluenza media di 920.000 persone.
    direi che sono una comunità attendibile da prendere come campione.
    cito reddit ma ci molti siti di settore che sono della stessa opinione, sembra piuttosto che solo tu e pochi altri azionisti Apple siano così schierati a loro favore.

    mi puoi gentilmente mostrare dove ho usato etichette aggressive e insulti?
    spoiler: dare dell’azionista ad un azionista dichiarato non è un insulto

    Rispondi
    • Stefano Donadio ha detto:
      28 Gennaio 2026 alle 13:12

      Il numero di utenti di una community non trasforma automaticamente un’opinione in un dato oggettivo, né rende rappresentativa una narrazione che nasce e si autoalimenta in contesti notoriamente polarizzati. Reddit, come qualunque forum, amplifica soprattutto il malcontento, non il consenso della maggioranza silenziosa (cit. Richard Nixon). Quanto al resto, il punto non è se un termine sia tecnicamente un insulto o meno, ma il tono complessivo dei tuoi interventi, che più volte è risultato provocatorio e oltre i limiti accettabili del confronto civile. Ed è per questo, lo ribadisco, che sei l’unico a essere moderato. La discussione finisce qui, per me.

      Rispondi
    • iRicky66 ha detto:
      28 Gennaio 2026 alle 16:40

      Se sei nel mondo degli affari non puoi non fare business senza passare dal Via.
      “una narrazione che nasce e si autoalimenta in contesti notoriamente polarizzati…. amplifica soprattutto il malcontento” , è quello che ho sempre pensato di molti forum .Se seguo Stefano dal 2000 ci sarà un perché 🤔.

      Rispondi

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