Apple scommette sul silenzio: Q.ai e l’AI che legge le labbra promettono di rivoluzionare Siri

Apple ha acquisito Q.ai con un’operazione stimata attorno ai 2 miliardi di dollari, una cifra che rende l’azienda la seconda acquisizione più costosa di sempre per Cupertino, superata solo dall’acquisto di Beats nel 2014. Nonostante l’importanza economica dell’accordo, gran parte del lavoro di Q.ai resta avvolto dal riserbo, alimentando curiosità e aspettative sul futuro dell’intelligenza artificiale di Apple e, in particolare, di Siri. Q.ai è specializzata nello studio e nello sviluppo di tecnologie di machine learning applicate all’audio e alla cosiddetta “voce silenziosa”, come suggerisce anche il motto aziendale che parla di creare un nuovo tipo di quiete in un mondo pieno di rumore.
Secondo le analisi dei brevetti emerse da Geektime, Q.ai starebbe lavorando su sistemi capaci di interpretare ciò che una persona dice senza utilizzare il suono della voce, ma grazie a sensori ottici in grado di rilevare i movimenti dei muscoli facciali e della pelle. Alcuni brevetti descrivono l’uso di dispositivi indossabili che analizzano guance e mascella, consentendo all’utente di comunicare con un assistente vocale come Siri semplicemente muovendo le labbra. Questa tecnologia sarebbe pensata per integrarsi con dispositivi come occhiali intelligenti o auricolari, inclusi potenzialmente i futuri AirPods.
L’acquisizione potrebbe avere un impatto profondo sull’evoluzione di Siri e sull’uso quotidiano degli assistenti basati su modelli linguistici avanzati. Negli ultimi anni l’adozione di chatbot e assistenti AI è cresciuta in modo significativo, ma l’interazione vocale resta spesso limitata da fattori sociali e di contesto. Parlare ad alta voce a un assistente in pubblico non è sempre pratico, mentre digitare su una tastiera, soprattutto su smartphone, può risultare lento e macchinoso. Una Siri in grado di comprendere sussurri impercettibili o movimenti facciali aprirebbe scenari completamente nuovi, permettendo di interagire con l’AI in modo naturale, continuo e discreto, senza estrarre il telefono dalla tasca e senza isolarsi dall’ambiente circostante.
Se il futuro dell’informatica passerà davvero da assistenti AI sempre presenti e integrati nella vita quotidiana, la tecnologia di Q.ai potrebbe diventare un tassello fondamentale della strategia Apple. Pur restando molte incognite su tempi e modalità di implementazione, l’idea di un’AI capace di ascoltare anche nel silenzio segna una possibile svolta nell’evoluzione dell’interazione uomo-macchina, riportando Siri al centro dell’ecosistema Apple con un approccio radicalmente nuovo.


5 commenti
Non sono sicuro che sia un’idea così buona, certe volte bisogna pensare prima ai risvolti negativi che ai vantaggi; immagino già frotte di persone con cellulari e fotocamere collegate con il lettore dei movimenti labiali captare conversazioni altrui per poi postarle ovunque, costringendoci a vivere con le mascherine per difenderci da questa piaga.
C’è un equivoco: questa tecnolgia verrebbe implementata negli AirPods per interagire con Siri senza dover parlare ad alta voce:
“Parlare ad alta voce a un assistente in pubblico non è sempre pratico […] Una Siri in grado di comprendere sussurri impercettibili o movimenti facciali aprirebbe scenari completamente nuovi, permettendo di interagire con l’AI in modo naturale, continuo e discreto, senza estrarre il telefono dalla tasca e senza isolarsi dall’ambiente circostante.”
sensori ottici in grado di rilevare i movimenti dei muscoli facciali e della pelle come farebbero senza estrarre il telefono dalla tasca?
È spiegato nell’articolo:
“Questa tecnologia sarebbe pensata per integrarsi con dispositivi come occhiali intelligenti o auricolari, inclusi potenzialmente i futuri AirPods.”
Think different. Olè.