Ferrari Luce: perché Elkann ha scelto Jony Ive

La Ferrari Luce, prima elettrica nella storia della Casa di Maranello, ha acceso un dibattito globale ancor prima della sua presentazione completa, prevista per maggio. Tra entusiasmi e critiche, la nuova Rossa non si limita alla semplice elettrificazione: vuole ridefinire l’esperienza di guida, fondendo tradizione artigianale e tecnologie d’avanguardia. A San Francisco, John Elkann ha spiegato la genesi del progetto, nato cinque anni fa, e la scelta di affidarsi a Jony Ive e Marc Newson, due figure chiave del design internazionale, capaci di unire estetica, innovazione e rispetto per la storia Ferrari.

Elkann ha sottolineato che l’obiettivo non era solo creare un’auto elettrica, ma un prodotto unico, durevole e senza tempo. L’intento era evitare l’omologazione tecnologica che caratterizza molte vetture elettriche, offrendo interni che mantengano la loro unicità anche tra decenni. La Luce unisce la competenza ingegneristica di Ferrari, l’arte e la visione di Marc Newson, e la frontiera tecnologica esplorata da Ive, puntando a un risultato concreto, dove meccanica, materiali pregiati e dettagli sonori valorizzano l’esperienza sensoriale.

Il progetto vuole rompere gli schemi del marchio, aprendo la Ferrari a un pubblico più ampio, senza sacrificare prestazioni e sportività. La Luce è concepita per chi sogna la Ferrari e per chi cerca un’auto che sappia coniugare emozione, tecnologia e manifattura d’eccellenza. Il vetro e i materiali interni richiamano la tradizione artigianale italiana, reinterpretata in chiave contemporanea, mentre la tecnologia serve l’uomo e non il contrario.

Elkann ha chiarito che questo approccio non sarà facilmente replicabile su larga scala, ma rappresenta un segnale forte: la Ferrari guarda al futuro, non si limita al presente e si differenzia in un mercato sempre più omologato. La Luce non è solo una vettura, ma un manifesto di innovazione e stile, destinata a diventare un’icona senza tempo, in grado di affascinare tanto gli appassionati quanto i collezionisti più esigenti.


3 commenti
…è orribile.
Il cruscotto non analogico (le lancette per intenderci) dovrebbe essere un plus per una vettura come una Ferrari e non andrebbe eliminato MAI.
Poi possiamo discutere sulla radio ed il resto, ma il guidatore deve avere determiante cose che sono inprescindibili…e poi anche il display a lato del posto guida è davvero brutto, con quella maniglia che sembra un porta asciugamano…no no no…non intendo questo in una Ferrari ed Ive, per me , ha sbagliato focus, forse poteva andare bene per un altro brand…ma con il Cavallino ci vuole molta calma e tradizione.
Luca
Da tempo il cruscotto delle Ferrari è tutto digitale con varie opzioni per mostrare solo il contagiri, il navigatore e gli altri strumenti o un mix di queste opzioni. Di analogico rimangono solo i due manettini, come anche per la Luce.
Ogni tanto fa bene rompere le tradizioni, qualunque sia l’esito, perché troppo spesso diventano un vincolo piuttosto che un’eredità. Così fa bene la Ferrari che ha sempre rotto con le tradizioni per ogni nuovo modello introducendo sempre qualcosa di nuovo, altrimenti sarebbe ancora al cambio 4 marce manuale e senza elettronica. Poi certo il rischio che s’è presa con la Luce è importante perché il ferrarista puro vuole sentire rombare il motore, le vibrazioni sul volante, l’odore della benzina. Se sarà un successo questo lo decideranno gli utenti, ma che quella sia una Ferrari…non c’è dubbio.