Chi è Sabih Khan, Chief Operating Officer di Apple e possibile futuro CEO

Sabih Khan è oggi il Chief Operating Officer di Apple, ma la sua storia all’interno dell’azienda è molto più lunga del suo recente incarico ai vertici. Figura poco mediatica rispetto a nomi noti come Tim Cook o Craig Federighi, Khan rappresenta uno dei pilastri meno visibili ma più cruciali della macchina industriale di Cupertino, un dirigente cresciuto lontano dai riflettori che ha contribuito a costruire la struttura operativa che sostiene il successo globale dell’azienda.
Nato nel 1966 a Moradabad, nello stato indiano dell’Uttar Pradesh, Khan trascorre l’infanzia in India prima di trasferirsi con la famiglia a Singapore all’età di dieci anni, entrando in contatto con una realtà internazionale e commerciale che segnerà profondamente il suo percorso. Successivamente si sposta negli Stati Uniti, dove consegue una doppia laurea in Economia e Ingegneria Meccanica alla Tufts University e poi un master in Ingegneria Meccanica al Rensselaer Polytechnic Institute. Prima di approdare in Apple lavora in GE Plastics, dove si occupa di sviluppo applicazioni e gestione tecnica di clienti strategici, acquisendo competenze cruciali nei processi produttivi e nei materiali avanzati, una base che si rivelerà decisiva negli anni successivi.
Khan entra in Apple nel 1995, molto prima dell’era iPhone, in un momento delicato della storia aziendale, quando la linea principale era ancora quella dei Power Macintosh e Steve Jobs era appena rientrato in azienda. Il suo primo ruolo è nel team procurement, responsabile dell’approvvigionamento dei componenti necessari alla produzione. In pochi anni partecipa al lancio di prodotti chiave come l’iMac del 1998, il PowerBook G3, l’Apple Cinema Display e soprattutto l’iPod del 2001, contribuendo a costruire la rete industriale che avrebbe sostenuto l’ascesa dell’azienda.

Tra il 2007 e il 2019 diventa uno degli artefici dell’espansione globale della catena di approvvigionamento Apple, negoziando accordi strategici con fornitori e produttori e contribuendo a creare un sistema capace di produrre su scala enorme mantenendo elevati standard qualitativi. Sotto la sua supervisione si rafforzano anche i controlli sulle fabbriche, con centinaia di audit annuali per garantire condizioni di lavoro adeguate, prevenire sfruttamento e lavoro minorile e migliorare la sostenibilità ambientale, elementi che diventano sempre più centrali nell’immagine pubblica di Apple.
Nel giugno 2019 viene promosso Senior Vice President of Operations, ruolo in cui assume la responsabilità globale di pianificazione, produzione, logistica e qualità dei prodotti. In questa fase guida iniziative ambientali cruciali, tra cui lo sviluppo di una lega in alluminio riciclato al 100% utilizzata nei MacBook Air e Mac mini, e rafforza le partnership industriali per rendere la produzione più sostenibile. Poco dopo deve affrontare una delle sfide più difficili della sua carriera: la pandemia di COVID-19. Coordina con i fornitori un piano globale per mantenere la produzione attiva proteggendo al tempo stesso i lavoratori, introducendo controlli sanitari, dispositivi di protezione e riorganizzazioni delle fabbriche per il distanziamento, riuscendo a limitare l’impatto sulle attività industriali.
Negli anni successivi Khan accelera la trasformazione della supply chain, riducendo la dipendenza dalla Cina e sviluppando nuovi hub produttivi, in particolare in India, creando un sistema più resiliente capace di reagire a crisi geopolitiche, guerre commerciali e cambiamenti nei dazi internazionali. Questo riequilibrio strategico permette ad Apple di diversificare la produzione degli iPhone e ridurre i rischi legati a interruzioni regionali.
Nel luglio 2025, dopo il ritiro di Jeff Williams, Khan viene nominato Chief Operating Officer, entrando ufficialmente nel ristretto gruppo dirigente che guida Apple. Nel nuovo ruolo supervisiona non solo produzione e logistica ma anche AppleCare, accessibilità, ambiente e iniziative sociali, oltre a gestire relazioni cruciali con la Cina e seguire le pressioni politiche per aumentare la produzione negli Stati Uniti, accompagnate da massicci investimenti industriali nel paese.
Nonostante il ruolo di COO lo renda teoricamente uno dei possibili successori alla guida di Apple, molti osservatori ritengono improbabile una sua nomina stabile a CEO, sia per la minore esposizione pubblica sia per l’età non distante da quella di Cook. Tuttavia, anche senza il ruolo di capitano, Sabih Khan resta una delle figure più influenti nella storia moderna dell’azienda, l’architetto silenzioso dell’efficienza operativa che continua a modellare il futuro industriale di Apple.

